Washington, manifestazione delle associazioni pacifiste ebraiche a Capitol Hill. Centinaia di arresti

Video Centinaia di manifestanti, molti dei quali appartenenti al gruppo Jewish Voice for Peace, hanno riempito la rotonda del Cannon House Office Building vicino al Campidoglio degli Stati Uniti, cantando: "Il mondo sta guardando". Indossavano magliette nere con i messaggi "Gli ebrei dicono cessate il fuoco adesso" e "Non nel nostro nome". La polizia del Campidoglio ha strappato striscioni con la scritta "cessate il fuoco adesso". I manifestanti indossavano magliette con la scritta "non nel nostro nome: gli ebrei dicono ora il cessate il fuoco". Altre centinaia di attivisti hanno bloccato all'esterno Independence Avenue. In tutto la polizia ha detto di aver fatto 500 arresti.

Volodymyr Zelensky avrà i tanto agognati missili a lungo raggio americani Atacms, anche se in numero limitato: glieli ha promessi Joe Biden nell'incontro alla Casa Bianca, come ha rivelato Nbc, senza precisare però i tempi dell'annuncio e della fornitura. Poco prima dello scoop, Zelensky si era lasc

Si è presentata con una pistola a Capitol Hill, è stata arrestata per una lite con la polizia a un festival in Colorado ed è stata fermata per guida spericolata. La deputata repubblicana Lauren Boebert, trumpiana e falco del partito, ha un passato turbolento ma questa volta forse si è superata anche

Senza Titolo

Si è presentata con una pistola a Capitol Hill, è stata arrestata per una lite con la polizia a un festival in Colorado ed è stata fermata per guida spericolata. La deputata repubblicana Lauren Boebert, trumpiana e falco del partito, ha un passato turbolento ma questa volta forse si è superata anche

Senza Titolo

Per la terza volta in pochi mesi, Donald Trump arriva in un tribunale per ascoltare le accuse a suo carico e, per la terza volta, un ex presidente degli Stati Uniti viene messo in stato d'arresto, almeno per un'ora. A Washington però è un'altra storia rispetto a New York e Miami: il tycoon è incrimi

Usa, Trump incriminato per l’assalto a Capitol Hill. Il procuratore Smith: “E’ un cospiratore e bugiardo”

Video L'ex presidente Donald J. Trump è stato ufficialmente incriminato a Washington per il suo ruolo nel tentativo di sovvertire i risultati delle presidenziali 2020, che ebbero come conseguenza l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021. Il Gran Giurì federale chiamato dal procuratore speciale Jack Smith ad esaminare le prove dell’indagine ha consegnato la sua decisione al tribunale ieri pomeriggio e lo stesso procuratore ne ha illustrato i contenuti: “L'attacco al Campidoglio della nostra nazione il 6 gennaio 2021   stato un assalto senza precedenti alla sede della democrazia americana. Come descritto nell'atto d'accusa, è stato alimentato dalle menzogne dell’imputato Donald J. Trump mirate a ostacolare una funzione fondamentale  del governo degli Stati Uniti, il processo nazionale di raccolta, conteggio e certificazione dei risultati delle elezioni presidenziali.” Nelle quarantacinque pagine depositate, i capi d’accusa contestati sono quattro, tutti molto gravi e legati proprio a quella “Big Lie” - la grande bugia, come la chiamano i media americani.

Senza Titolo

Come uno dei temporali tropicali che in questi giorni si stanno abbattendo sulla Florida, sono piombate su Donald Trump nuove accuse nell'ambito dell'indagine sulla gestione di carte classificate a Mar-a-Lago, mentre è sempre più vicina la terza incriminazione per il suo ruolo nell'assalto a Capitol