un settore ormai saturo

IvreaL'associazione Nuovi equilibri sociali riaccende il dibattito sul futuro della città e sul suo modello di sviluppo a Ivrea che denuncia quello che definisce il paradosso dei supermercati: «Perché Ivrea continua a dare il via libera alla proliferazione di supermercati in un bacino d'utenza così risicato? Perché l'iniziativa privata si concentra su un settore ormai saturo, trascurando ambiti a maggior valore aggiunto capaci di generare occupazione stabile e prospettive di sviluppo durature?». Il riferimento è alla tradizione industriale e sociale della città, culla del pensiero olivettiano: «In una città che è stata la patria di Adriano Olivetti, l'attuale deriva verso la monocultura della grande distribuzione appare come un tradimento storico - continua il documento di Nes, che invita a riflettere sulle scelte a lungo termine -. Cosa succederà fra trent'anni, quando la popolazione di Ivrea sarà ulteriormente diminuita? Ci ritroveremo con distese di capannoni vuoti e aree commerciali dismesse. Non possiamo permettere che Ivrea diventi un cimitero di cemento e logistica. Ogni nuovo supermercato rappresenta un'occasione persa per esigere dai privati investimenti in politiche sociali, come asili nido, centri di aggregazione giovanile, residenze per anziani e poli tecnologici». L'associazione si rivolge poi direttamente all'amministrazione: «Perché non si incentiva il capitale privato verso settori che generino lavoro stabile e dignitoso? Perché in un territorio a crescita zero, si continua a consumare suolo per servizi che già abbondano? Serve una regia pubblica capace di coniugare profitto e responsabilità sociale. Non abbiamo bisogno di altri scaffali, ma di una città che torni a essere un laboratorio di futuro».A dare una prima risposta è l'assessora al commercio Gabriella Colosso, che sottolinea come si stia lavorando in questa direzione: «Sappiamo bene che l'apertura di supermercati o grandi strutture di vendita in periferia rappresenta uno dei principali fattori di desertificazione commerciale dei centri storici, a Ivrea come in tutta Itali purtroppo - afferma - Le conseguenze di questo processo sono riduzione di attrattività e perdita dei valori immobili, scomparsa dei servizi essenziali, soprattutto quelli per gli anziani, oltre che riduzione delle occasioni di socialità e sicurezza offerta dai negozi di vicinato. Tuttavia stiamo lavorando in questo senso e crediamo molto nel valore del nostro centro storico. Esempio ne sono il progetto di riqualificazione Valore urbano, da via Arduino a via Gozzano, che sta partendo con un tavolo al quale sono presenti i commercianti di quell'area, e che prepareranno un progetto da presentare ai cittadini. Ma anche il bando per il distretto del commercio che uscirà a giorni, il mercato di prossimità, gli eventi di vicinato con musica e quant'altro necessario per riportare la socialità e l'aggregazione in città». Nonostante le iniziative di valorizzazione, però, la proliferazione dei supermercati rimane un fenomeno assolutamente reale. «Il problema di corso Vercelli è importante, e l'area più grande per il commercio rimane quella - sottolinea ancoa l'assessora Colosso -. C'è però anche un Prg che lo prevede: ci piacerebbe recuperare l'esistente, ma non è facile, e i privati hanno libertà di scelta, dove si è potuto abbiamo lavorato per avere aree verdi come compensazione». --Lorenzo Zaccagnini