l'inaugurazione

ViveroneSarà un'occasione per ascoltare, riflettere e condividere storie che continuano a parlare al presente la mostra fotografica di Giuliana Airoldi dal titolo La ragazza che ero, che sarà presentata sabato 11, alle 20.30, alla biblioteca civica di Viverone, in via Umberto I 109 nell'ambito dell'incontro Donne che raccontano il mondo, organizzato dal Comune e dalla Biblioteca di Viverone in collaborazione con l'Istorbive, l'Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia.Una mostra imperdibile per chi ama la multiforme creatività di Airoldi e voglia conoscerne la genesi, dalla donna che era a quella che è oggi, sempre tesa alla conquista di nuovi traguardi di conoscenza e sperimentazione: una donna che, sicuramente, non lascia indifferente nessuno. Come non ha lasciato indifferente l'Istorbive che, da anni, ha raggiunto con lei un'intensa e fattiva intesa che ha aperto entrambi a nuovi orizzonti e cammini da percorrere insieme. La ragazza che ero è una selezione di fotografie inedite, ritratti anni Settanta di amiche, compagne di scuola e altre giovani donne che, accompagnate da testi e liriche dell'autrice stessa, di Federica Francoli e Franca Mora, sono stati anche raccolti in un interessante volume (il quinto per Giuliana), uscito nel 2022 e omonimo della mostra, realizzato e promosso, appunto da Istorbive. «Sono giovani ragazze - spiega Enrico Pagano, già direttore dell'Istituto - di quella stagione che possiamo considerare un operosissimo laboratorio di sogni, ideali, aspettative e percorsi innovativi in cui, tra le donne maturò una diffusa consapevolezza di poter aspirare a nuove prospettive e perseguire nuove possibilità. Una consapevolezza che oggi è patrimonio comune del mondo femminile, grazie anche all'impegno personale e pubblico delle ragazze di ieri». Fu proprio Pagano, tra l'altro, a suggerire a Giuliana Airoldi la raccolta di ritratti, intensi, evocativi e tuttora freschissimi di una gioventù che oggi ha preso contorni diversi. Le ragazze di ieri ci sono ancora, tranne, purtroppo, Gladys, Alida e Miranda, tutte appartenenti a quella nuova generazione che si rifiutava di riciclare il modello delle nonne e delle mamme e che, per dirla con Lidia Ravera, «dovevano essere naturalmente belle, forti e tristi, mai al riparo dal mondo, sempre coinvolte, sempre esigenti, sempre in tensione verso possibili vite nuove»: chissà se ci sono riuscite. La Giuliana sedicenne di allora, che voleva fare la fotografa, è riuscita, comunque, a immortalare un'epoca e a coglierla nella bellezza struggente del momento, ricca di aspettative e intatta nelle aspirazioni. Durante la presentazione della mostra si terrà anche un dibattito aperto sul tema Donne di ieri...donne di oggi. Il libro di Giuliana Airoldi è andato a ruba alla sua uscita, ma è probabile che qualche copia possa essere disponibile in questa occasione espositiva che ne porta il nome. --F.F.