Il grande evento

TorinoGrande successo di pubblico per la quarta edizione del Salone del vino di Torino, che tra eventi di anticipazione e la manifestazione ha raggiunto i 20mila visitatori. Alle Ogr tre giorni di degustazioni, masterclass, talk e incontri oltre 500 cantine presenti nei saloni dell'ex complesso industriale. Organizzato da Klug, ente no profit nato nel 2011 a Torino con la finalità di organizzare eventi e manifestazioni e promuovere la cultura e la socialità, è stato sostenuto e patrocinato da molti enti e associazioni cittadine e regionali: Camera di commercio di Torino, Città di Torino, Unioncamere Piemonte, Turismo Torino e Provincia e con il patrocinio e il sostegno di Regione Piemonte, Città metropolitana e Fondazione Crt.Con il claim "Degustare è scoprire" la manifestazione è iniziata già nel mese di gennaio con un Fuori Salone ricco di appuntamenti, degustazioni e cene tematiche nei ristoranti e nelle enoteche torinesi. In totale sono stati quasi 20mila i visitatori lungo tutto il periodo, di cui 10mila nel weekend del Salone aperto al pubblico. Sold out anche le masterclass, tra cui spiccavano quelle dedicate ai vini del Canavese, con oltre 2mila iscritti. E quasi 2 mila accreditati tra gli operatori, addetti al settore, e anche compratori stranieri. Una mole di lavoro, supportata da più di 200 volontari, grazie a cui sono stati consegnati quasi 19mila calici agli appassionati wine lover. Molto soddisfatti i produttori per la crescita di pubblico rispetto alle passate edizioni, e l'aumento di bottiglie vendute durante l'evento.Sottolinea Patrizio Anisio, direttore del Salone: «Raccontare il patrimonio vitivinicolo del Piemonte è un percorso di crescita culturale unico: ogni anno scopriamo nuovi vini e vecchie tradizioni, cantine giovani e dinamiche, ma soprattutto ci accorgiamo di come il pubblico sia sempre alla ricerca di esperienze immersive, con una curiosità vivace, fluida e sempre più attenta alla sostenibilità». Al direttore ha fatto eco Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino: «Anche quest'anno sosteniamo con convinzione il Salone, che da anni favorisce la diffusione e valorizzazione dei vini torinesi e piemontesi. Inoltre, questa edizione ci dà l'occasione per presentare una nuova piattaforma digitale, realizzata con il coordinamento del nostro Laboratorio chimico, che sarà uno strumento a disposizione di viticoltori e agronomi per sostenerli e supportarli nei rischi dovuti al cambiamento climatico».Un'ulteriore dimostrazione di come il Piemonte sia una delle punte di diamante della viticoltura italiana sia per qualità che per varietà di vitigni autoctoni, come lo Chatus, tipico del territorio canavesano. E una conferma di come il pubblico continui ad essere appassionato al mondo del vino, a dispetto delle statistiche che parlano di disaffezione e diminuzione dei consumi. --Alfonso Mollo