la scelta
Rita Cola IVREA Il garofano rosso, Valentina Campesato, l'ha avuto nel tardo pomeriggio del 6 gennaio, a casa di Alberto Alma, presidente della Fondazione dello storico carnevale. Non immaginava nulla. «La mattina del 6 gennaio - racconta - la nostra fagiolata Cuj dij vigne propone un assaggio in via Palestro. È un bel momento, ma c'è del lavoro dietro per cui, quella mattina, ero uscita molto presto, avevo pranzato con la fagiolata e poi sono rientrata a casa». Anche Manuel Mantovani, quel giorno, era con gli amici del carro a fare Carnevale. «Eravamo rimasti d'accordo - spiega ancora Valentina - che ci saremmo incontrati qui a casa nel tardo pomeriggio e poi saremmo andati a cena dai suoi genitori. Al momento di uscire, Manuel mi disse che saremmo passati un attimo a casa di Alberto Alma per una velocissima questione di lavoro». A casa di Alma c'era anche Gian Piero Frigo, consigliere di amministrazione e cercamugnaie. «Quando sono entrata in quella stanza e ho visto il garofano ho capito e sono rimasta senza parole - ricorda - e sinceramente non so nemmeno più benissimo quello che mi è stato detto. Ero felice, grata, incredula. Io guardavo Manuel, lui guardava me e i nostri occhi dicevano: "Ma veramente sta succedendo a noi?"». Frigo, nelle settimane precedenti, aveva agganciato Mantovani per esplorare la possibilità che Valentina Campesato fosse Violetta. Lei, di tutto quello che si muove intorno fino al garofano, non sospettava nulla.E da allora il segreto vissuto con Manuel Mantovani in un modo che li ha uniti ancora di più. Da allora è un tourbillon tra preparativi («non mi aspettavo tanta complessità, ma mi viene dato tutto l'aiuto e il supporto possibile e sono tutti deliziosi con me»), la prova dell'abito cucito da Valentina Nerone («è stupendo e guardandomi incomincio a rendermi conto che è tutto vero») e fingere le cose di sempre tra organizzare la fagiolata e tacere il segreto anche davanti alle amiche più care. Le aspettative? «E chi lo sa. Io ho sempre vissuto il Carnevale e lo conosco bene, ma credo sia impossibile immaginare come sarà vissuto dal punto di vista di Violetta. Passo tra l'ansia di essere all'altezza e l'euforia. Quello che so è che la mia gioia immensa la voglio condividerla con tutti. Io sarò "spezzettata" in ciascuno che ama questa festa e sarà un'emozione di tutti». Già, perché in Violetta e nel Carnevale c'è Ivrea. E cosa è Ivrea, per Valentina Campesato? «Ivrea è la mia città. È il posto dove sono nata, sono cresciuta, dove vivo e dove vedo il mio futuro. Ogni anno non esiste un Carnevale più bello: è sempre diverso, ogni volta è una scoperta, ogni edizione un'emozione bellissima e diversa». Il velo sul segreto sta per cadere. «Mi spiace non avere detto nulla alle mie amiche del cuore che certamente voglio vicine, ma loro mi conoscono e sanno che, proprio per come sono fatta, non avrei mai potuto parlargliene», dice. Valentina Campesato ha scelto come damina Camilla Biondi, figlia della sua amica Vittoria Brunasso, che è stata contattata direttamente dalla Fondazione. L'altra damina è Teresa Getto. Le pagge a cavallo della Mugnaia, invece, sono Linda Bertollo e Giulia Seghezzi. --