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Sarà la frana a decidere il destino delle case di Niscemi e dei suoi abitanti. Antica di almeno tre secoli ed estesa lungo un fronte di circa 5 chilometri, la frana è alimentata da un «meccanismo composito», che agisce in modo diverso nel sottosuolo, fino a decine di metri di profondità e in modo molto lento, e in superficie, con movimenti rapidi e continui. «La frana è caratterizzata da due modalità», osserva Angelo Amoruso, esperto di stabilità dei pendii e ordinario presso il dipartimento di Ingegneria strutturale e geotecnica della Sapienza Università di Roma. «La modalità principale è lo scorrimento planare», con il materiale che si muove verso il basso nel punto di contatto fra sabbia e argilla, provocando una rottura nell'argilla.