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La tensione resta alta in Minnesota, paralizzato da uno sciopero generale contro la stretta sull'immigrazione voluta da Donald Trump e i metodi brutali dell'Ice. Mentre continua la rabbia per l'arresto di minori e bambini, particolare quello di Liam sul quale il suo Paese d'origini, l'Ecuador, ha chiesto informazioni a Washington tramite il ministero degli Esteri. Continuano anche le polemiche per una foto ritoccata dalla Casa Bianca. L'immagine originale era stata pubblicata dalla segretaria agli Interni Kristi Noem su X e ritraeva l'attivista per i diritti civili Nekima Levy Armstrong mentre guardava serenamente davanti a sé, al momento del suo arresto. La donna è una delle tre persone fermate per l'irruzione in una chiesa a St. Paul domenica scorsa. Ma la foto modificata e pubblicata dalla Casa Bianca mostra l'attivista disperata, in lacrime. Uno dei portavoce ha provato a sminuire l'episodio parlando di un «meme».«L'applicazione della legge continuerà. I meme continueranno», ha scritto il vicedirettore delle comunicazioni della Casa Bianca, Kaelan Dorr, su X. Intanto centinaia di attività commerciali in tutto il Minnesota, ma soprattutto a Minneapolis e St.Paul, hanno chiuso e migliaia di persone hanno sospeso le normali attività quotidiane per protestare contro i raid e gli arresti degli agenti dell'immigrazione. Mentre l'Ice sembra aver acquisito ancora più potere. Una circolare interna infatti autorizza gli agenti ad entrare nelle case senza un mandato giudiziario. Una mossa che secondo gli esperti legali viola le garanzie sancite dal quarto emendamento della Costituzione. Anche in un'amministrazione che ha sempre promosso una visione espansiva della propria autorità in materia di applicazione della legge, la direttiva - secondo gli studiosi - si distingue per il modo in cui ignora i divieti di lunga data contro le perquisizioni senza mandato in proprietà private, un concetto giuridico che precede la creazione degli Stati Uniti e che è tra i principi fondamentali del Paese. --