'Ndrangheta a Ivrea, condanna a otto anni confermata per il boss
«Ti sei fissato con questa Ivrea, ma guardati la famiglia tua. Vabbè ma c'è cumpare Nino, lascia a cumpare Nino. No, non porta a niente Ivrea, solo danni porta». Sono le parole di Piero Speranza rivolte a Domenico Alvaro detto il Biondo, a rendere meglio il ruolo di guida di Antonino Mammoliti, 61enne di Ivrea conosciuto anche con i nomignoli di "Nino" o il "Nero", per cui ieri, giovedì 15 gennaio, la Corte d'Appello di Torino ha confermato la condanna a 8 anni già inflitta in abbreviato. Mammoliti, difeso dall'avvocato Celere Spaziante, è ritenuto dalla sentenza di primo grado «unitamente a Domenico Alvaro», a capo della locale della 'ndrangheta di Chivasso-Ivrea-Bollengo. Attualmente si trova in carcere a Prato. Per Stefano Marino, 64enne di Ivrea difeso dall'avvocato Ferdinando Ferrero, è arrivata invece una condanna a 5 anni e 8 mesi e da concorso esterno la sua posizione si è tramutata in quella di un affiliato al locale della 'ndrangheta di Ivrea. Quasi dimezzata la pena di Francesco Vavalà, 70enne (avv. Ercole Cappuccio), condannato a 1 anno e 8 mesi per le truffe aggravate dalla finalità di favorire un associazione mafiosa. Nessuno dei tre legali, tuttavia, si dice soddisfatto: annunciano tutti ricorso per Cassazione previa lettura delle motivazioni della sentenza.scutellà / PAG. 5