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Saranno i direttori degli Uffici scolastici regionali ad attuare i provvedimenti amministrativi per procedere con il cosiddetto dimensionamento che avrebbero dovuto attuare le Regioni «ribelli» - Sardegna, Emilia Romagna, Toscana ed Umbria - e che per questo sono state commissariate. Oggi si terrà una riunione sul tema al ministero dell'Istruzione mentre continua a imperversare la polemica. È «un atto di estrema gravità che rappresenta una forzatura istituzionale senza precedenti e un colpo diretto all'autonomia delle Regioni e alla scuola pubblica», tuonano i segretari regionali del Pd di Umbria, Emilia Romagna, Toscana e Sardegna. Anche Elisabetta Piccolotti, di Avs, difende le quattro Regioni sul banco degli imputati. «Pensare di fare cassa chiudendo le segreterie e riducendo il numero dei dirigenti scolastici è un'idea malsana». --