sanità
caluso È stato sospeso solo nella giornata di mercoledì scorso, il servizio di prelievi del sangue e gli esami cardiologici nel poliambulatorio di Caluso, proprio mentre sono in pieno svolgimento i lavori per trasformare l'ex ospedale di via Roma in una delle undici case di comunità previste sul territorio gestito dall'Asl/To4 di Ivrea, dal piano sanitario regionale. Il problema era legato ad un guasto all'impianto di riscaldamento che ha interessato solo parte del secondo piano dell'edificio, dove si trovano anche gli ambulatori dei medici di famiglia. Le infermiere che gestiscono le due sale per i prelievi a causa delle basse temperature si sono viste costrette ad interrompere il servizio annunciandolo semplicemente con un cartello affisso alla porta. I tecnici intervenuti prontamente hanno riparato il guasto, e i servizi sono ripresi regolarmente ieri, giovedì 8 gennaio. Intanto il cronoprogramma dei lavori prosegue al primo piano (che è chiuso), mentre sono stati trasferiti nella nuova ala al secondo piano i laboratori per le visite specialistiche. Verrà poi creato un punto unico di accesso (Pua) in cui verranno trasferiti temporaneamente i servizi del Cup (Centro unico di prenotazione) che si trovano al piano terreno. Inoltre saranno attivati degli sportelli di presa in carico per le patologie croniche. Restano operativi, i servizi sanitari specialistici: dermatologia, diabetologia, cardiologia, otorinolaringoiatria, ostetricia e ginecologia, neurologia, reumatologia, psicologia e la dialisi. Un servizio quest'ultimo che era stato però ridotto. I medici di famiglia ora sono nove. Due sono i pediatri e due i servizi di segreteria. I medici sono presenti dal lunedì al venerdì, andando in pratica a coprire tutte le ore del giorno, a cominciare dalle 9 del mattino fino alle 19. L'Asl/To4 avrà sul suo territorio 11 Case di Comunità, ovvero strutture in cui operano équipe multiprofessionali di medici di medicina generale, medici specialistici, infermieri di comunità, altri professionisti della salute ed assistenti sociali. Tre saranno gli Ospedali di Comunità che nella rete territoriale si occuperanno di ricovero breve e destinati a pazienti che necessitano interventi sanitari a bassa intensità clinica, intermedia tra la rete territoriale e l'ospedale. Queste strutture saranno organizzate attraverso cinque centrali operative territoriali, che saranno il nuovo strumento organizzativo che svolge una funzione di coordinamento della presa in carico del cittadino-paziente e raccordo tra servizi e soggetti coinvolti nel processo assistenziale: attività territoriali, sanitarie e sociosanitarie, ospedaliere e della rete di emergenza-urgenza. --Lydia Massia