Ivrea
IvreaRipartono gli incontri con gli autori alla Libreria Azami di Ivrea, in via Quattro Martiri 1, dove domenica 11 gennaio, alle 17.30, sarà ospite la scrittrice Vera Nevi per presentare il suo libro Finché nessuno muore, pubblicato da Laurana Editore. L'autrice lo racconterà e si racconterà in dialogo con Cecilia Belletti.Un libro coinvolgente e curioso, che dagli organizzatori, con le note di presentazione diffuse dall'editore, riassumono così: «Milano, primi anni 2000. In una città rock'n'roll e dalle infinite possibilità, una ragazza di diciannove anni inizia la propria vita adulta scegliendo di intraprendere un percorso oscuro e scandaloso per i più: diventare una implacabile Dominatrice. Per lei, dopotutto, rappresenta la migliore prospettiva possibile: un viaggio interiore per mettere a nudo l'animo umano e la sua concezione del mondo». «Le sue giornate - continuano - sono scandite da incontri inaspettati e da un uomo ricorrente che si insinuerà nel suo cuore senza chiedere permesso, in una pericolosa spirale di perversione e rifiuto della società. Così, tra torture fisiche e manipolazioni mentali, la Dominatrice si troverà a intrecciare la sua vita con quella di ambigui personaggi che le sveleranno molteplici segreti; su di sé, certo, ma anche su una misteriosa ragazza scomparsa senza lasciare traccia. Tra un colpo di frusta e l'altro».L'autrice, milanese, classe 1989, intraprende una carriera al di fuori delle convenzioni, diventando dominatrice professionista, e per quattro anni vi si dedica incontrando situazioni e personaggi al limite della realtà. Il lascito di questa esperienza è raccolto in questo romanzo scritto sotto lo pseudonimo di Vera Nevi. Romanzo a tratti disturbante e sicuramente molto coraggioso, che mette a nudo perversioni e segreti e nel quale non manca un pizzico di mistero, con la scomparsa di una ragazza, la ex di un uomo ambiguo dal quale la Dominatrice è in qualche modo attratta. Un'atmosfera particolare che si coglie già dalla quarta di copertina: «Nel mio mondo, potevi di nuovo soffrire e perdere la tua libertà. Le sensazioni c'erano tutte ed erano intatte, soprattutto quelle brutte, quelle spiacevoli. Qui potevi sentirti di nuovo vivo, e a darti la nuova vita ero io. Io ero la Dea della Rinascita, la Divinità del Dolore. Il mondo di fuori aveva fallito; qui c'era la verità, l'ultimo avamposto dove l'uomo si concede di essere quello che realmente è». L'ingresso all'appuntamento letterario eporediese è libero fino ad esaurimento posti. --F.f.