Bilancio, conti in equilibrio Zero aumenti e più risorse

SAN BENIGNOCon l'approvazione del bilancio di previsione 2026 nel consiglio comunale del 22 dicembre si conclude un processo triennale di vera e propria ristrutturazione delle finanze comunali. Nelle intenzioni degli amministratori, questo percorso è stato caratterizzato dall'assenza di aumenti della pressione fiscale nonostante i minori trasferimenti statali, dalla conferma dell'esenzione totale dell'addizionale Irpef per i redditi sotto i 10mila euro e da un rafforzamento della lotta all'evasione fiscale.Il documento prevede inoltre un importante incremento degli investimenti sul servizio di refezione scolastica, con esenzione totale per le famiglie con Isee inferiore ai 4.000 euro e nuove fasce di riduzione per i nuclei con Isee fino a 20.000 euro, oltre alla conferma dell'assenza di aumenti per le tariffe dei servizi scolastici di pre e post scuola. Per quanto riguarda il personale dipendente è stata prevista un'organizzazione più moderna e funzionale, orientata al raggiungimento degli obiettivi amministrativi e alla possibilità di attivare nuovi servizi, come ad esempio il servizio serale della Polizia locale per il controllo del disturbo della quiete pubblica. Sul fronte delle manutenzioni è stato previsto un aumento degli investimenti sul verde pubblico e sull'area cimiteriale. «Il bilancio di previsione trova il proprio equilibrio ella cifra di 14,1 milioni di euro - commenta l'assessore al bilancio Michele Cavapozzi -. Il documento è stato incardinato sul doppio principio di mantenere invariate le aliquote delle entrate tributarie e di confermare gli impegni e le spese previsti nel 2025, adeguandone gli importi. È stato confermato l'importante investimento sulla gestione del verde, incrementato di 13mila euro destinati alla gestione ordinaria del cimitero, così come il sostegno alla refezione scolastica con 120mila euro, in linea con la scelta strategica di destinare risorse Pnrr alla costruzione delle nuove mense scolastiche. È stato inoltre posto un argine alla crescita del Fondo crediti di dubbia esigibilità, che aumenta di soli 20.000 euro rispetto al 2025, pur a fronte di un'entrata Imu degli anni precedenti quasi raddoppiata grazie all'accertamento di due annualità arretrate. --