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C'è una serie di file cancellati nei computer dell'organizzazione italiana che, secondo le indagini della Dda, ha inviato milioni di euro ad Hamas. Si tratta di possibili prove del sottobosco degli affiliati europei ai combattenti islamici, che sono state cancellate da oltre due anni. Ma che potrebbero essere ancora nelle mani di una persona, un loro «amico di fiducia». Un elemento che fa presagire nuovi sviluppi nell'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e della Procura di Genova. E gli investigatori, anche grazie a un'attività sotto copertura che ha consentito di violare i server delle associazioni, hanno anche provato a ricostruire il percorso del flusso di soldi destinato alle brigate di Al Qassam - e almeno in un caso anche per Hezbollah - che circolava a volte sui camion umanitari. Dalle intercettazioni contenute nelle carte emerge che, per la paura di essere scoperti e arrestati, da tempo alcuni degli indagati - Mohammed Hannoun e Abu Falastine (il cui vero nome era RàEd Hussny Mousa Dawoud) - avevano deciso di cancellare quanto era presente sul pc della sede dell'associazione La cupola in via Venini a Milano, uno dei collettori di denaro che sarebbero serviti a finanziare le attività del "Movimento di resistenza islamica".Lo scorso giugno Falastine diceva: «ho cancellato tutto...i vecchi file tutti cancellati... tutte le ricevute cancellate. Ovviamente ho tenuto una copia e l'ho messa in un hard disk e l'ho lasciata da un amico di fiducia». --