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Volodymyr Zelensky non arretra e sposta il confronto sul terreno della giustizia internazionale: una pace autentica non ammette zone d'ombra sull'impunità di Mosca. Atterrato nella notte di ieri a L'Aja da Berlino, dopo aver sondato posizioni e aperture nei colloqui serrati con i Volenterosi e Washington, il presidente ucraino ha trasformato la sua nuova tappa europea in un messaggio calibrato su più registri. Prima, davanti al Parlamento olandese, ha tracciato i contorni dei negoziati «più intensi e mirati dall'inizio della guerra», chiedendo agli alleati pieno sostegno anche sul dossier scivoloso degli asset russi congelati. Poi, l'affondo davanti al Consiglio d'Europa riunito al World Forum, dove - con il placet di 35 Paesi - è nata la commissione incaricata di quantificare i danni di guerra inflitti dal Cremlino e predisporne il risarcimento.«La Russia dovrà rispondere dei suoi crimini», ha tuonato Zelensky, nell'auspicio che il nuovo organismo diventi «un esempio chiaro affinché altri imparino a non scegliere l'aggressione». Zelensky ha incassato il sostegno compatto di Italia, Francia e Germania che, insieme al Regno Unito, hanno trainato uno dei livelli di adesione più alti mai registrati nei 76 anni di convenzioni del Consiglio d'Europa, dal quale Mosca è stata esclusa dopo l'invasione. --