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I riflettori sono tutti puntati su Washington e Mosca, ma Parigi riapre anche il fronte orientale. Tornato in patria e impegnato a tessere la diplomazia dei Volenterosi per Kiev, Emmanuel Macron ha alzato il tono rivelando di aver minacciato Pechino con l'introduzione di dazi se non interverrà per ridurre l'enorme surplus commerciale con l'Ue. «Ho detto loro che», senza un cambio di rotta, «noi europei saremo costretti a prendere provvedimenti forti nei prossimi mesi», ha confidato ai microfoni de Les Echos. Misure che potrebbero ricalcare la linea dura adottata da Donald Trump, con tariffe fissate inizialmente al 57% e, dopo l'intesa di ottobre, ridotte al 47%. La prospettiva difficilmente otterrà il pieno sostegno della Germania fortemente esposta sul mercato cinese. Ma proprio da Berlino, con il ministro degli Esteri Johann Wadephul pronto a volare a Pechino, è arrivata una sponda indiretta. Con il richiamo al Dragone a «spingere la Russia verso negoziati seri che rispettino la sovranità dell'Ucraina». --