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Andrea Scutellà/ valprato soanaFacevano base in una villa olivettiana trasformata in B&b nell'eporediese e si muovevano con un'auto a noleggio. Gli occhi di Raffaele Castigli, 29 anni, difeso dall'avvocato Mattia Fiò, e di Michele Assante di Cupillo, di 32, rappresentato dall'avvocato Gianluca Garaffo, però, si sono posati sulla Valle Soana. Precisamente sul piccolissimo centro di Valprato. E dire che entrambi arrivano da Napoli. Secondo l'ipotesi della sostituta procuratrice Elena Parato per compiere una truffa. O almeno, per tentarla. Perché sulla loro strada hanno trovato i carabinieri della stazione di Ronco Canavese e più in generale della Compagnia di Ivrea, comandata dal capitano Armin Gjeci. Che, grazie alla collaborazione dei cittadini, è riuscita ad arrestare i due che hanno tentato la classica truffa del falso maresciallo. E a metterli in carcere in attesa dell'udienza di convalida dell'arresto, che si terrà oggi e in cui il giudice deciderà se confermare l'arresto e se applicare una misura (e di quale entità). A quanto pare i due avrebbero telefonato a un 77enne del luogo e gli avrebbero detto che la sua auto risultava coinvolta in fatti criminosi e che avrebbe dovuto consegnargli una borsa piena di gioielli per riparare. Ora, nonostante conoscessero molti dettagli e fossero convincenti, la storia di per sé non stava in piedi. A casa del 77enne c'era una nipote a cui sarebbe venuta l'idea di chiamare i carabinieri della stazione di Ronco Canavese. Così è stato organizzato un finto scambio ed è stato stabilito il luogo dell'incontro. In cui, però, si sono presentati i militari.I due ora sono accusati di tentata truffa e sono stati arrestati in flagranza di reato, il procedimento si trova, però, alle fasi preliminari. Tanto si deve però ancora capire. Soprattutto se ci sono dei collegamenti con gli altri tentativi di truffa che si sono registrati in Valle Soana nella giornata di martedì. I valsoanini sono rimasti sconcertati, un po' preoccupati, ma anche rassicurati per il rapido intervento dei carabinieri di Ronco. Ci tengono però a mettere in guardia i convalligiani spiegando di aver ricevuto telefonate dove due persone si «spacciavano uno per maresciallo dei carabinieri, l'altro per avvocato e annunciando che dei nostri famigliari erano in difficoltà, chi per via di un incidente, chi perché aveva investito una donna, ed avevano bisogno di denaro», dicono alcuni di coloro che hanno ricevuto le telefonate. L'aspetto più inquietante lo raccontano a denti stretti. «Conoscevano i nostri nomi - spiegano le vittime-, il nome dei nostri figli e persino la targa dell'auto, sembravano dunque credibili, ma per caso e per avvedutezza nessuno è caduto nel tranello. Occorre fare attenzione, quando si riceve una telefonata simile bisogna chiamare subito la caserma di Ronco, come avvenuto mercoledì. I carabinieri hanno agito immediatamente individuando e fermando i truffatori e grazie a loro adesso ci sentiamo più sicuri».Truffe e tentativi sempre diverse e nuove ormai, come quella fatta al 90enne a Ivrea, da parte di persone che si spacciavano per l'ufficio tributi del Comune di Ivrea e che pretendevano 1.800 euro. --(ha collaboratoOrnella De Paoli)