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C'è ancora molto da fare ma mai ci sono stati «grandi progressi» come nell'ultima giornata. Sono ore concitate a Ginevra, ma si respira un cauto ottimismo sul piano di pace per Kiev tra americani e ucraini, sostenuti dalla contro-proposta europea in 24 punti messa nera su bianco per spuntare condizioni migliori non solo per il Paese guidato da Volodymyr Zelensky ma per la stessa Europa. L'aggettivo più gettonato, in un susseguirsi di molteplici round di incontri in diversi formati, è «costruttivi».La revisione Lo sono stati, a sentire il capo negoziatore di Kiev Andriy Yermak, i colloqui della mattinata che hanno permesso di limare e rendere più digeribile la proposta da avanzare per far finire la guerra, senza smantellare del tutto i 28 punti di Donald Trump. Cessate il fuoco, linea del fronte nel Donbass come base di partenza della trattativa sui territori, escludendo la cessione di tutta la regione, niente ridimensionamento dell'esercito ucraino e modello articolo 5 della Nato (i Paesi intervengono in caso di aggressione di un alleato) per garantire anche in futuro la sicurezza dell'Ucraina sono alcune delle principali revisioni al vaglio delle delegazioni degli sherpa. Alla fine saranno i leader a decidere, mentre Mosca - ispiratrice della proposta di Trump per molti critici - per il momento osserva in silenzio le trattative in Svizzera. All'hotel Intercontinental, a pochi passi dalla missione americana a Ginevra è tutto un via vai di diplomatici e militari. Gli europei (di Consiglio e Commissione Ue, Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna, oltre alla Nato) si confrontano per coordinare le posizioni nella hall, mentre il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, è già al piano superiore, strettamente sorvegliato, insieme al segretario dell'esercito Usa, Daniel Driscoll. I due lasciano l'albergo a metà pomeriggio. Poco prima era partita la missione ucraina. Tutti diretti nella sede permanente americana nella città svizzera dove i colloqui si fanno più formali. «Il piano potrebbe includere punti chiave per noi», twitta Zelensky dopo i primi resoconti del suo braccio destro (a Ginevra c'è anche il suo ministro della Difesa Denis Shmyhal), facendo capire che crede davvero che ci possano essere «risultati positivi».Sulla trattativa si abbatte però il verbo trumpiano, che torna a definire l'Ucraina «ingrata», senza risparmiare un attacco gli europei colpevoli, a suo dire, di acquistare «ancora petrolio dalla Russia». Dagli Usa arrivano però anche le notizie più confortanti di una apertura a rafforzare la «deterrenza post-bellica», con americani e alleati che aiuterebbero l'Ucraina a costruire un «muro» di sicurezza lungo la linea del cessate il fuoco, usando tecnologia avanzata. Questo per rassicurare Kiev: quella zona, infatti, dovrebbe restare sotto controllo russo ma smilitarizzata.Messaggi distensivi Le riunioni sono state «le più produttive e significative finora», le parole di Rubio alla stampa. Al suo fianco Yermak che gli fa eco sottolineando che si sono fatti «progressi verso una pace giusta e duratura». Se ne continuerà a parlare fino a notte fonda, mentre il ministro degli Esteri ucraino aggiornerà i suoi omologhi europei. E nella notte è previsto anche un aggiornamento tra i leader, che quasi solo di Ucraina hanno discusso al G20 in Sudafrica e hanno in programma una riunione di emergenza a margine del vertice Ue-Africa in Angola. --