«Per i servizi medici pronti a impegnarci»

SAN MARTINO CANAVESEUna piccola casa della comunità nell'ambito del più ampio progetto di riorganizzazione della medicina territoriale, in corso di attuazione parallelamente alla nascita delle case di comunità hub e degli ospedali di comunità che l'Asl/To4 sta realizzando con i fondi del Pnrr. Si fanno avanti con un documento inviato alla Regione i sindaci di San Martino Canavese (Giacomo Tinetti), Vialfrè (Lara Putto), Flavio Detragiache (Perosa) e Giovanni Levrio (Mercenasco) che, tutti insieme, rappresentano un territorio con circa 2.400 residenti. Il punto è candidarsi ad ospitare una Aft, Associazione funzionale territoriale. Il Comune di San Martino ha uno spazio da mettere a disposizione ed è l'ambulatorio medico al piano terra del palazzo comunale. Il concetto di casa della comunità è legato a quello di sinergia: le attività dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta si integrano con infermieristica di territorio, volontariato socio sanitario, associazionismo promozionale della salute, sportello del servizio sociale. Il tutto, a seconda delle caratteristiche specifiche di quella particolare porzione di territorio. Le Aft sono raggruppamenti di medici di medicina generale che lavorano insieme per garantire la copertura sanitaria del territorio di riferimento, condividendo obiettivi, strumenti e responsabilità: è una rete funzionale, non fisica, che mira a migliorare la presa in carico dei pazienti. L'Asl/To4, nel percorso di ridisegno della sanità territoriale, ha previsto 23 Aft su tutto il territorio, sei nel distretto di Ivrea. In diverse aree del Canavese, si stanno facendo ragionamenti su come lavorare su queste sinergie, soprattutto dove il territorio è più frammentato in Comuni piccoli, dove si fa fatica a mantenere i servizi. E come stanno toccando con mano una parte degli stessi residenti dei Comuni rimasti senza il servizio ambulatoriale del medico di famiglia dopo il trasferimento della dottoressa Maria Aiello, oltre ai quattro già citati anche Scarmagno. Chi è rimasto senza medico, può scegliere tra quelli in servizio nell'ambito territoriale di riferimento, che comprende anche i Comuni di Barone, Caluso, Candia, Cuceglio, Mazzè, Montalenghe, Orio, Romano, San Giusto, San Giorgio, Strambino, Villareggia e Vische. Nell'ambito, come pubblicato dal documento regionale dello scorso 6 ottobre, ci sarebbe spazio per l'inserimento di 6 nuovi medici di medicina generale. L'Asl/To4, rispondendo ai sindaci che avevano sollecitato una soluzione per coprire il posto vacante e continuare ad avere gli ambulatori nei paesi, aveva chiarito che «la possibilità di inserimento di nuovi medici in un ambito predefinito non ha alcun elemento di discrezionalità, ma è normato da un contratto nazionale». La stessa Asl, aveva detto di aver chiesto all'unico medico dell'area con posti ancora vuoti, la disponibilità ad aprire nuovi ambulatori e stava attendendo una risposta. --SANDRO RONCHETTI