Senza Titolo

La Commissione Europea, sull'onda anche delle pressioni ricevute da Donald Trump, ha alzato il tiro e ha presentato alle capitali - che ora dovranno valutare e approvare - un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia molto «ambizioso», come già viene definito da alcuni diplomatici europei. Energia, banche e finanza con le cryptovalute e le carte di credito Mir, flotta ombra, meccanismi di elusione delle sanzioni anche in Paesi terzi, Cina compresa. La risposta dell'esecutivo Ue «all'escalation» di Putin è a 360 gradi. L'intervento più muscolare però sta nell'anticipare di un anno il divieto all'importazione di Gnl russo in Europa. «È arrivata l'ora di chiudere i rubinetti del gas», ha sentenziato la presidente Ursula von der Leyen. Se il pacchetto sarà dunque licenziato dai 27 (serve l'unanimità) il metano liquefatto che viene dai ghiacci dovrà trovarsi nuovi mercati a partire dal 1° gennaio 2027 e non più 2028 come nella precedente proposta, del giugno scorso. Palazzo Berlaymont ha deciso di muoversi adesso anche perché è un momento buono nel mercato dell'energia, con un ideale equilibrio tra domanda e offerta. Poi, è il caso di dare un segnale perché Putin si sta mostrando sempre più aggressivo, invece che dialogante. «L'Europa vuole la pace per l'Ucraina. Ma nonostante settimane di sforzi diplomatici, la Russia sta solo intensificando la sua azione e ora sta violando i confini dell'Ue: privare Mosca dei mezzi per condurre la guerra è essenziale per porre fine a questo conflitto e proteggere la sicurezza del nostro continente», ha sottolineato l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas. Dunque, oltre al gas, le banche e la finanza. --