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«Non avrei potuto fare una domanda peggiore»: sulla scia dell'agguato mortale di mercoledì a Charlie Kirk, lo studente liberal Hunter Kozak, che è stato l'ultimo a ingaggiare l'attivista conservatore in un confronto sul ruolo dei trans nelle sparatorie di massa, non ha smesso di interrogarsi sulla tragica ironia della vicenda di cui è stato involontariamente protagonista. «Il punto che cercavo di dimostrare prima che Charlie venisse colpito è che la sinistra manifesta pacificamente, ma questo ha senso soltanto se restiamo pacifici», ha detto Hunter su TikTok, dove seguono il suo profilo 34 mila persone. «Sono profondamente in disaccordo con migliaia di cose che diceva Charlie, ma era anche un essere umano e un papà», ha detto poi, intervistato dal New York Times: «E che adesso i suoi figli crescano senza padre, questo è imperdonabile». In questo il 29enne Hunter si sentiva vicino a Charlie che ne aveva 31 quando è stato ucciso.Per assicurarsi un posto in prima fila dopo aver sottoposto le domande agli organizzatori, Hunter era arrivato al raduno con 90 minuti di anticipo. È dal momento della sparatoria che lo studente si arrovella per la domanda che ha scatenato l'inferno, una coincidenza che ha alimentato complotti e speculazioni online. Hunter aveva inizialmente pensato di chiedere un parere su Jeffrey Epstein o sulla stessa definizione di genere data da Kirk, prima di finire coll'interrogarlo sul ruolo dei trans negli atti di violenza di massa. «Sai quanti americani trans sono stati protagonisti di stragi di massa nell'ultimo decennio?». Kirk risponde: «Troppi». Kozak ribatte che in quel periodo i casi sono stati soltanto cinque e incalza l'attivista: «Sai quanti autori di sparatorie di massa ci sono stati in America nell'ultimo decennio?». Kirk fa appena a tempo a rispondere: «Calcolando o non calcolando la violenza di gang?», prima di venire colpito dal colpo fatale. --