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Faccia a faccia tra Matteo Salvini e Luca Zaia sulle regionali. L'incontro, di circa tre quarti d'ora, si è svolto a Venezia in un clima definito «cordiale». Oltre alle Olimpiadi Milano-Cortina e alle infrastrutture, i due si sono confrontati sul destino del Veneto, per cui - hanno concordato - serve un candidato leghista in continuità col Doge. Ogni conclusione, però, è stata rimandata a dopo il vertice con i leader del centrodestra atteso per la prossima settimana. In ballo, oltre al nome di chi correrà per Palazzo Balbi, c'è ancora la possibile lista di Zaia (o una sua candidatura con la Lega) e le prospettive del governatore, che non può ricandidarsi per il tetto ai mandati. Per lui circolano numerose ipotesi: da un incarico di governo o in una grande società di Stato, fino ad una candidatura a sindaco di Venezia. Le variabili sono tutte incatenate l'una all'altra, ma il primo nodo da sciogliere è proprio dentro l'alleanza: se FdI accetterà di cedere il Veneto ai leghisti o no. «Tutto è nelle mani di Giorgia, se vorrà fare questo grande atto di generosità o no», dice sibillino un meloniano, secondo cui il rebus si scioglierà a breve. Ma non è detto: tra i leghisti, invece, serpeggia il dubbio che l'ultima parola sul Veneto si avrà solo dopo l'esito delle elezioni nelle Marche, legato a doppio nodo alla vittoria (o alla sconfitta) del meloniano Francesco Acquaroli. La partita, insomma, è ancora aperta: per la Lega il nome principale è di Alberto Stefani (ma c'è chi pensa che il 'successore' di Zaia possa essere anche un componente della sua giunta); per FdI quelli di Raffaele Speranzon e Luca De Carlo. FI non sta a guardare e, tanto per cominciare, ribadisce un no netto alla lista Zaia. Con gli altri leader del centrodestra «ci incontreremo presto e valuteremo i migliori candidati possibili, che in Campania e Puglia» credo siano «civici di area», dice il leader Antonio Tajani. Che, riguardo al Veneto, taglia corto: «Non si può avere una lista Zaia, è contro qualsiasi principio». Tajani, poi, tende la mano a Carlo Calenda e lo invita, come ospite principale, alla festa dei giovani di Forza Italia che si terrà a metà settembre a San Benedetto del Tronto. L'insofferenza del leader di Azione per gli orientamenti di Pd, Avs e M5s (soprattutto in politica estera) non è passata inosservata tra gli azzurri, che ora guardano con interesse ad intensificare il dialogo con quei con pezzi di centro rimasti più isolati. --