Senza Titolo

Nel weekend festivo del Labor Day, Donald Trump continua a giocare a golf alla vigilia della scadenza del suo ultimatum per un incontro tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky che metta fine alla guerra in Ucraina. Ma mentre gli europei premono per aumentare pressione politica e sanzioni economiche contro lo zar, che rifiuta il faccia a faccia, il tycoon sembra rassegnato allo stallo.In un'intervista al Daily Caller, il commander in chief ha detto di ritenere difficile un incontro tra Putin e Zelensky e più probabile invece un trilaterale con lui. Il tycoon ha vantato inoltre il rapporto «molto buono» col leader del Cremlino nel corso degli anni. «Ecco perché pensavo davvero che avremmo trovato una soluzione. Mi sarebbe piaciuto molto che ci fosse stata», ha spiegato riferendosi al summit in Alaska. «Forse devono combattere ancora un po'... continuare stupidamente a combattere», si è lamentato. Unica concessione, l'apertura all'utilizzo di aerei statunitensi come garanzia di sicurezza per l'Ucraina, ma solo a supporto di un più ampio contributo del Vecchio continente. «Forse - ha spiegato il presidente americano - faremo qualcosa. Se potessi fermare tutto questo e far volare un aereo ogni tanto. Sarebbero soprattutto gli europei ma noi li aiuteremmo». Alla Casa Bianca, dove è attesa la telefonata preannunciata nei giorni scorsi da Emmanuel Macron e Friedrich Merz, serpeggia però una certa frustrazione verso certi alleati: secondo Axios, dirigenti dell'amministrazione ritengono che alcuni leader europei stiano pubblicamente sostenendo gli sforzi di pace di Trump remando però contro dietro le quinte dopo il vertice in Alaska. L'entourage del presidente pensa che gli europei stiano spingendo Zelensky a resistere per un «accordo migliore», un approccio massimalista che ha esacerbato la guerra. «Gli europei non possono prolungare questa guerra e alimentare aspettative irragionevoli, aspettandosi al contempo che l'America ne sostenga i costi», ha dichiarato ad Axios un alto funzionario della Casa Bianca. «Se l'Europa vuole intensificare questa guerra, la decisione spetterà a loro. Ma si ritroveranno senza speranza a strappare la sconfitta dalle fauci della vittoria», ha aggiunto. Più o meno la tesi di Mosca. Nel ringraziare Trump per il suo impegno a trovare una soluzione pacifica, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha accusato «il partito europeo della guerra» e «i guerrafondai europei», che a suo avviso continuano ad ostacolare gli sforzi di Stati Uniti e Russia in Ucraina. Mosca, ha avvisato, continuerà l'«operazione militare speciale» poiché finora non ha visto alcuna mossa «reciproca» da parte di Kiev volta alla pace. Quasi 400 attacchi sono stati sferrati dalle forze armate russe sulla regione di Zaporizhzhia, dove si lavora senza sosta per ripristinare l'elettricità. --