Giulia, dopo lo scientifico si iscriverà a Psicologia
RIVAROLO CANAVESEGiulia Comoglio, 19 anni, di San Giorgio Canavese, 100 e lode al liceo scientifico Moro di Rivarolo. Soddisfatta?«Ovviamente sì, soprattutto perché il risultato è stato in parte inaspettato. Nel senso che tra crediti e risultati delle prove ero abbastanza convinta che avrei avuto un voto tra 98 e 100. La lode mi sarebbe piaciuta, ma non sapevo. Quando l'ho scoperto è stata una gioia grandissima». Perché cinque anni fa scelse lo scientifico?«Da che ho memoria, avrei sempre voluto fare la veterinaria e all'ultimo anno delle medie il medico e quindi pensavo che il liceo scientifico sarebbe stata la scelta giusta per realizzare il mio sogno».E poi?«E poi con il tempo ho capito che le materie prettamente scientifiche non erano la mia strada. Ora quello che voglio fare è studiare Psicologia a Torino con la triennale ed eventualmente proseguire con la magistrale in qualche altra università». Le è piaciuto frequentare il liceo Moro?«Sì. La scuola mi ha dato veramente una preparazione anche sull'impegnarsi proprio a studiare tanto, a dedicare tempo e concentrazione. Credo mi abbia dato gli strumenti per affrontare qualunque percorso di studio». Quindi la scuola ha soddisfatto le sue aspettative? «Sì, sia banalmente da un punto di vista dell'istruzione che di appassionarmi a materie nuove. Mi ha fatto sviluppare una curiosità fortissima. E mi ha dato molto a livello umano».Qual è, secondo lei, il punto di forza della scuola?«Credo siano due. Il primo è che ci sono dei professori molto preparati, molto appassionati degli argomenti che insegnano e capaci di trasmettere queste emozioni. Il secondo è che crea un buon equilibrio tra l'essere una scuola piuttosto esigente perché bisogna studiare e quello che c'è al di fuori dello studio. Soprattutto nel triennio, si creano dei legami importanti con i docenti e poi ci sono tante opportunità che la scuola fornisce per vivere esperienze formative, il gruppo di musica, il collettivo studentesco, moltissimi laboratori, da arte a podcasting, da fotografia a lettura. È un'opportunità di vivere la scuola anche come un posto dove esercitare le proprie passioni».A proposito di passioni. Qual è la sua?«In realtà, il mio sogno nel cassetto sarebbe di lavorare nel mondo della musica e del teatro e anche in questo la scuola mi è stata molto utile, non tanto per apprendimento in questo settore perché su questo facevo delle cose fuori, ma mi ha aiutato moltissimo a mettere in pratica ciò che avevo imparato. Sono stata per tre anni referente del gruppo di musica della scuola, un gruppo che abbiamo creato noi studenti e che si ritrovava ogni venerdì. Abbiamo messo in scena dei lavori con filosofia, latino e italiano. Ecco, la scuola mi ha dato anche la possibilità di mettermi in gioco con questa mia passione ed è stata veramente importante come esperienza. E quindi sì, anche in questo la scuola ha davvero soddisfatto le mie aspettative perché non pensavo che in un liceo scientifico ci fosse spazio anche per l'arte». --