Senza Titolo

Il sogno della finale europea passa dall'ostacolo più duro. Lo sanno bene le azzurre della nazionale di calcio che infatti preparano al dettaglio la sfida di martedì all'Inghilterra campione: dal ritiro in Svizzera però, tra rituali canterini e qualche scaramanzia, a regnare è il sorriso. La serenità infusa dal ct Andrea Soncin fa da base però alla grinta e alla voglia di non accontentarsi proprio ora perché il meglio deve ancora venire, il mantra diffuso tra le giocatrici. «Quando si arriva qui diciamo che si è fatto qualcosa di grande e magnifico. L'Inghilterra è più abituata a certe gare avendo giocato semifinali e finali in passato, ma noi stiamo preparando la sfida con il sorriso, la determinazione e la forza del gruppo che ci contraddistingue» dice Annamaria Serturini, finora poco impiegata in campo, ma senza polemica. «L'importante è la vittoria di squadra, io voglio essere pronta quando il mister chiama. Poi dall'esterno cerco comunque di dare la carica alle compagne perché anche se scendono in undici in campo, siamo in realtà in 23 e anche di più considerando staff e tifosi» sottolinea la centrocampista classe '98. «Essere fra le prime quattro d'Europa non è un caso, mister Soncin ha portato sicurezza, entusiasmo e unità nel gruppo e questo si vede e fa la differenza. Se siamo qui ce lo meritiamo, non solo per le doti tecniche o tattiche, ma per il gruppo pazzesco che si è creato e ben venga che anche le altre inizino a temerci». La finale non è più un tabù. «Servono tutte le forze possibili per fare qualcosa di ancora più grande» sottolinea Serturini, che parla anche del 5-1 subito con le inglesi in amichevole. «La fortuna è che hai un'altra prova, siamo cresciute e abbiamo la possibilità di far ricredere tutti. Abbiamo un grande obiettivo, ma senza pressioni. Non vedo l'ora che sia martedì e poi incrociamo le dita. Sappiamo il valore dell'Inghilterra, ma anche il nostro. Si scende in campo 11 contro 11 e credo che possa cambiare la direzione rispetto a quella gara anche se è difficile, ma non impossibile». --