Dall'ecopelle al caffè all'app per comunicare

IVREA Enrico Doni ha raccontato BioRestart, nato da un ambizioso progetto accademico dell'Università di Pavia. Si tratta di dare una nuova vita agli scarti vegetali. Si rivolge a settori come nutraceutica, alimentare, agrochimica e cosmesi. In estrema sintesi: si parte dagli scarti vegetali e da un modo per riutilizzarli. Come? Con una particolare tecnologia che include pretrattamenti enzimatici e un'estrazione pressurizzata che utilizza quasi soltanto acqua, si procede a recuperare estratti naturali. Estratti naturali che sono di alta qualità, ma a costi di produzione cinque volte inferiori alla media. Non è tutto, il residuo dopo l'estrazione può essere utilizzato per il biogas, in un'ottica di sostenibilità. Biosyness è una start up che arriva da Corsico, in Lombardia, e si occupa di ecopelle creata utilizzando gli scarti della produzione industriale del caffè miscelati con granuli di bioplastica. Il prodotto si ottiene senza solventi o coloranti chimici, con un impatto di CO2 e acqua inferiore rispetto alla produzione della pelle tradizionale. A presentare il progetto è stato Alireza Mansouri. Questo tipo di ecopelle riesce ad essere competitiva nel prezzo e ha un effetto deodorizzante. La start up si rivolge al mercato dei settori arredamento, accessori, automotive e moda.Erasroom è una piattaforma digitale che facilita la ricerca degli alloggi per studenti in Italia. Offre servizi innovativi e gestionali completi per i proprietari. Gli ideatori ne parlano con grande entusiasmo: «È un'unica piattaforma per tutti i servizi. Per gli studenti è gratuita e consente di comunicare tra loro per scambiarsi informazioni e referenze. I proprietari di casa trovano tutto già digitalizzato, dai pagamenti automatici, ai contratti, alle coperture assicurative». Il mercato delle stanze per gli studenti è enorme. L'esperienza di Erasroom a Torino è positiva e l'obiettivo e entrare in alte città e Paesi. Da Ivrea arriva Nobus, presentata da Raffaello Stringi. «Ci occupiamo di città smart e siamo partiti dal ragionare sull'illuminazione nelle aree più periferiche dei quartieri. Abbiamo utilizzato un pannello solare cilindrico e ci siamo accorti che si produceva molta più energia di quella che serviva». Da qui, sperimentazione dopo sperimentazione, si è visto che un prototipo installato in riva alla Dora aveva resistito in situazioni estreme come il maltempo e il lavoro si è evoluto anche con videosorveglianza gestibile da remoto e con sensori per monitorare situazioni ambientali. Sempre da Ivrea c'è Simcaa-ng, con un progetto nato dall'esperienza dell'associazione Sillaba, che dal 2016 offre supporto qualificato a persone con disabilità comunicative. Simcaa-ng è l'evoluzione della piattaforma Simcaa che, attraverso un servizio open source con linguaggio Arasaac per la comunicazione aumentativa alternativa, permette di creare materiali didattici e comunicativi rivolti a persone con difficoltà di linguaggio. --