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Jannik Sinner re di Wimbledon. Dalla delusione di Parigi al riscatto-vendetta di ieri, sorride l'erba di Londra al tennista n.1 del mondo che - 35 giorni dopo la finale persa al Roland Garros - riscrive la storia del tennis italiano diventando il primo azzurro di sempre a trionfare ai Championships, battendo in finale l'arcinemico Carlos Alcaraz. Mai nelle 137 precedenti edizioni di Wimbledon un italiano aveva trionfato all'All England Club: prima di lui, Matteo Berrettini e Jasmine Paolini si erano dovuti accontentare di raggiungere l'epilogo del torneo più antico del tennis. Il trionfo di Jannik Ieri il n.1 al mondo - ribaltando i pronostici della vigilia, e anche il set di svantaggio di inizio match, sotto gli occhi di Kate, madrina del torneo che poi lo ha premiato in campo, del Principe William, del Re di Spagna Felipe e di mamma Siglinde abbracciata a fine match - non solo ha riscattato la finale parigina, ma si è aggiudicato soprattutto il più prestigioso torneo di tennis al mondo, portando a quattro il computo degli Slam vinti in carriera. Un successo pienamente meritato, quello dell'altoatesino, che ha subito la maggiore dimestichezza dello spagnolo sulla nobile erba londinese solo nel primo set, per poi chiudere l'incontro in quattro set (4-6 6-4 6-4 6-4) in poco più di tre ore. Avanti 4-2, Sinner ha subito un parziale di quattro game. Ma l'italiano ha ritrovato subito il filo del suo gioco, nonostante almeno fin lì non avesse potuto contare sul servizio (pessima la percentuale di prime nella prima ora di gioco). E già nel primo game della seconda frazione trovava il break che condurrà fino a ristabilire la parità dopo un'ora e mezza di gioco. Nel frattempo, Alcaraz si confermava tutto «genio e sregolatezza», come d'altronde si è dimostrato nelle precedenti partite di quest'edizione di Wimbledon: colpi spettacolari alternati a errori banali, azzardi vincenti e amnesie. Dall'altra parte della rete, di contro, il match di Sinner è un manuale di saggezza tattica, pragmatismo e intensità: ritrova almeno in parte il servizio, e col dritto comanda gli scambi a fondo campo. Invertendo l'inerzia del match nel nono gioco della terza frazione, quando strappava nuovamente il servizio allo spagnolo, aggiudicandosi la terza frazione. Alcaraz, più sorpreso che scoraggiato, si rivolgeva incredulo verso il suo box chiedendo lumi. Non cambiava l'inerzia della finale nella quarta frazione, Sinner trovava subito lo strappo in avanti, difendendo il break di vantaggio nell'ottavo gioco quando salvava due pericolose palle-break che avrebbero potuto riportare in carreggiata lo spagnolo. È l'ultimo ostacolo prima del trionfo, che consegna nelle mani del campione di Sesto il Gentlemen's Singles Trophy al secondo match-point. Mani al cielo, un istante di commozione attraverso gli occhi fissi verso il suo box, la camminata in tribuna tra i tifosi, quindi il lungo abbraccio prima con il suo team, i coach Simone Vagnozzi e Darren Cahill, poi con i suoi familiari, il padre Hanspeter, la madre Siglinde e il fratello Mark. La vittoria consolida il suo primato nel ranking mondiale, interrompendo nel contempo la striscia di cinque vittorie di fila (negli scontri diretti) di Alcaraz. Cancellando definitivamente dalla mente i tre match point sprecati nel quarto set della finale di Parigi. --