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L'Unione europea sta per inviare al Governo italiano una lettera con rilievi sul ricorso al golden power nell'Offerta pubblica di scambio (Ops) lanciata da Unicredit su Banco Bpm per contestare, secondo le attese, un intervento illegittimo sull'operazione, visto che si tratta di una fusione di competenza esclusiva europea. Un'indiscrezione che trapela da fonti a conoscenza del dossier, su cui la Commissione Ue però non dà alcuna conferma. La svolta potrebbe segnare un nuovo fronte delicato sull'asse Roma-Bruxelles, considerando anche il precedente intervento dell'esecutivo comunitario sempre sul golden power italiano, ma proprio sul filo di lana si starebbero aprendo degli spiragli di mediazione: per Roma, comunque, la linea del Piave potrebbe essere quella relativa alle attività di Unicredit in Russia, incluse nei paletti del golden power. Oggi è attesa l'udienza di merito al Tar del Lazio sulla richiesta di Unicredit di annullare il decreto che ha imposto limiti all'operazione. I tempi La nuova lettera da Bruxelles, attesa forse proprio oggi, non sarà in ogni caso un provvedimento definitivo: lascerebbe all'Italia la possibilità di rispondere chiarendo le proprie ragioni. Verrebbero dati a Roma comunque dei tempi stretti per la risposta, 10-15 giorni, avviando un nuovo conto alla rovescia in una tempistica piuttosto ravvicinata, visto che la scadenza dell'Ops è attualmente attesa il 23 luglio. Al momento il mercato sembrerebbe scommettere con decisione su una vittoria di Unicredit. I titoli hanno preso il volo a Piazza Affari alle prime indiscrezioni sull'intervento di Bruxelles riportate da Bloomberg, e alla fine Banco Bpm è salita del 3,6%, mentre Unicredit ha guadagnato l'1,9%. Tornando alla lettera della Commissione Ue, l'esecutivo comunitario ha ricordato in più occasioni la propria competenza esclusiva a esaminare operazioni di concentrazione di dimensione unionale, come nel caso Unicredit-Bpm. Questi rilievi non costituiscono l'apertura di una procedura di infrazione, ma certo sono segnale d'allerta. Sono poi altro e diverso fascicolo rispetto a quello aperto in parallelo attraverso il meccanismo informale dell'Eu Pilot, sistema di cooperazione tra la Commissione europea e gli Stati membri sul golden power italiano. Anche in quel contesto, il Governo ha rivendicato la piena legittimità dell'intervento e ha escluso qualsiasi interferenza con la disciplina europea in materia di concorrenza. Nel supplemento al documento d'offerta pubblicato lo scorso 3 luglio, Unicredit ha ribadito la propria posizione: senza chiarimenti sulle prescrizioni, l'Ops potrebbe non andare avanti. Intanto Unicredit è salita al 20% di Commerz convertendo alcuni derivati. --