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C'è anche il profilo sorridente di Ahmad Sharaa (Jolani), l'autoproclamato presidente siriano, tra i volti degli 11 leader mediorientali che campeggiano accanto all'immagine, diffusa in Israele, del presidente americano Donald Trump sotto la scritta: «È tempo di un nuovo Medio Oriente. L'Alleanza di Abramo». Lo stesso raìs siriano, ex capo di una milizia qaedista ancora oggi considerata «terrorista» dagli Stati Uniti, è da settimane sotto pressione perché accetti di far aderire la Siria, per decenni nemico giurato di Israele e parte dell'asse filo-iraniano, agli Accordi di Abramo, quella serie di patti siglati a partire dal 2020 per normalizzare i rapporti tra lo Stato ebraico e i paesi della regione. Siria e Israele sono in stato di belligeranza sin dalla loro nascita come stati indipendenti circa 80 anni fa. Finora agli Accordi di Abramo hanno aderito Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Sudan e Marocco. Egitto e Giordania avevano fatto la pace con Israele nel 1979 e nel 1994. Mancano dunque Siria e Libano. --