Senza Titolo
La maggioranza europeista che governa le istituzioni di Bruxelles contro il governo sovranista di Viktor Orban. La marcia che attraverserà il centro di Budapest non è più una semplice manifestazione dell'orgoglio omosessuale. Neanche la trovata escogitata dal Comune di modificarlo in un evento dell'orgoglio cittadino non toglie nulla al valore politico della giornata. Come conferma il sindaco, Gergely Karácsony, il Budapest Pride, s'è trasformato in «un affare europeo». Sono attese 35mila persone da tutta Europa e la loro presenza è la conferma che i tentativi di boicottare la manifestazione da parte del governo sembrano avere sortito l'effetto opposto. Il test Gli occhi di tutta Europa saranno puntati sulla manifestazione, quello che accadrà a Budapest, compresi i rischi di scontri e di infiltrazioni dell'estrema destra, rappresenteranno un test sul tasso di democrazia del Paese. Ieri Orban ha annunciato non meglio precisate «conseguenze legali» per chi organizzerà o parteciperà al Budapest Pride, nonostante il divieto delle autorità. «Siamo adulti - ha aggiunto Orbán - e raccomando a tutti di rispettare le leggi, io lo faccio, e consiglierei loro di fare lo stesso. Se non lo fanno, devono tenere conto delle chiare conseguenze legali». Sulla carta, per il governo si tratta di un evento illegale, parteciparvi implica il rischio di un anno di carcere. A forzare questo divieto sono attesi in piazza gli esponenti della comunità gay, nazionale e straniera. E sfileranno decine di eurodeputati dei gruppi della sinistra, dei socialisti e democratici e liberali. Non ci saranno i popolari, ma c'è il loro appoggio alle critiche espresse da Ursula von der Leyen. Anche il vicepresidente del Ppe, Antonio Tajani, ha condannato il divieto sostenendo che «manifestare è il sale della democrazia». Il gruppo S&d ha scelto di tenere in città una riunione del proprio ufficio di presidenza. L'opposizione Le accuse a Orban non vengono solo da Bruxelles, ma anche dall'opposizione interna: «Il Budapest Pride - ha insistito il sindaco - appartiene a tutta l'Europa perché se in un Paese membro dell'Unione Europea la marcia del Pride può essere vietata, allora nessun elettore europeo può sentirsi al sicuro». Al di là dello scontro ideologico, cresce forte l'apprensione che ci possano essere incidenti violenti. Sempre il sindaco ha lanciato l'allarme sul rischio che la polizia possa autorizzare una contromanifestazione dell'estrema destra: «Per il momento, non abbiamo informazioni se ci saranno, ma se la polizia commette l'errore fatale di autorizzarle, i due eventi dovrebbero essere separati l'uno dall'altro», ha auspicato con preoccupazione. --