Senza Titolo

Pur senza tradire l'ossequioso rispetto delle sue centenarie tradizioni, quella del 2025 si annuncia un'edizione ricca di novità e tecnologia a Wimbledon, prestigioso palcoscenico della rinnovata rivalità tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. Se il torneo londinese, giunto ormai alla sua 138/a edizione, continua a custodire gelosamente gran parte delle sue regole e abitudini, come l'obbligo di divise «prevalentemente bianche» per i giocatori o l'assenza di sponsor sul Centre Court, quest'anno più che mai sono stati introdotti diversi cambiamenti, a cominciare dall'orario delle finali, non più previsto alle 14 locali, bensì due ore più tardi (le 17 italiane), o dalla sostituzione dei giudici di linea con l'Electronic Line Calling (ELC), una tecnologia sofisticata - presente su tutti i 18 campi utilizzati nel torneo - che servirà a segnalare l'out anche nel corso dello scambio, e non solo sul servizio.Intanto arrivano i responsi dai due principali tornei di preparazione allo Slam londinese, vale a dire il Queen's e Halle. Un trionfo con vista Wimbledon e il posto da numero uno del ranking del tennis mondiale per Carlos Alcaraz, che dopo Roma e Parigi piazza il tris vincendo anche il Queen's: lo spagnolo n.2 Atp torna campione sui prati londinesi a distanza di due anni e ottiene il terzo titolo consecutivo, il quinto del 2025, riducendo il gap da Jannik Sinner. Diciotto vittorie di fila per il murciano che in finale ha battuto Jiri Lehecka con il punteggio di 7-5, 6-7, 6-2 in poco più di due ore. Una partita per lunghi tratti in controllo per Alcaraz, più solido alla distanza in una partita segnata anche dalle difficoltà per il vento. «Questo è un torneo davvero speciale per me e sono felice di poter alzare questo titolo ancora una volta - ha dichiarato Alcaraz -. Ero venuto senza alcuna aspettativa, pensando solo a giocare un buon tennis e ad abituarmi all'erba. Sono stato anche fortunato ad aver avuto qui con me la mia famiglia e tanti amici con cui sono stato bene lontano dal campo». Lehecka, n.30 del mondo, ha ben poco su cui poter recriminare e molto da portar con sé dopo questa sconfitta. L'erba è superficie che se da un lato ha diluito lo scarto esistente tra i due, dall'altro si è rivelata giudice spietato quando lo spagnolo ha deciso di sferrare i suoi affondi e di prendersi la vittoria. Confermando, una volta di più, il suo talento nel sapersi adattare in breve a qualsiasi condizione e di saperla esplorare piegando il suo gioco intuitivo e spettacolare ai suoi umori e ai sui ritmi. Intanto ad Halle, l'altro torneo sull'erba, arriva il successo finale per Alexander Bublik, per la seconda volta in tre anni. Il kazako, che qualche giorno fa aveva eliminato Jannik Sinner, ha battuto in finale Daniil Medvedev 6-3 7-6. --