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Affluenza ferma al 16% alle 19 per i cinque referendum sui quali sono chiamati ad esprimersi oltre 51 milioni di elettori. Un dato in linea con l'ultima tornata referendaria - quella del 2009 sulla legge elettorale - in cui si votò su due giorni come quest'anno e in cui tuttavia non fu raggiunto il quorum.I leader Ai seggi si sono recati tutti i leader che sostengono i quesiti ed anche la premier Giorgia Meloni che però ha detto di non voler ritirare le schede per non far raggiungere il quorum. A votare è andato anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo seggio di Palermo. Diverse le violazioni del silenzio elettorale e le polemiche da parte del Comitato promotore dei referendum per il fatto che in alcune sezioni i presidenti di seggio abbiano chiesto preventivamente agli elettori se volessero ritirare o meno tutte e 5 le schede. Il Viminale nello specifico ha comunicato un'affluenza alle 12 tra il 7,41 e il 7,43%, lontana dalla soglia del 10% che storicamente assicura il raggiungimento del quorum. Un dato che, guardando i numeri del Ministero dell'Interno, è condizionato soprattutto dal Sud e dalle isole dove a votare sono andati davvero in pochi. La Regione più astensionista è in termini assoluti la Calabria con il 10,14% alle 19. Mentre la più presente alle urne è la Toscana con il 22%, che alle 19 supera l'Emilia Romagna che si ferma al 21,21%. I precedenti Nell'ultima tornata referendaria in cui il quorum fu raggiunto, quella del 2011 sull'acqua pubblica, il dato segnò l'11,64% a Mezzogiorno, salito poi al 30,33% alle 19, mentre quest'anno alla stessa ora l'affluenza si ferma al 16% nei 5 quesiti. I promotori auspicano che oggi gli elettori andranno alle urne «per far sentire la loro voce» e rendere validi i referendum. Tutti i leader dei partiti che sostengono la consultazione, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Riccardo Magi votano di buon ora, invitando sui social i cittadini a fare altrettanto. Maurizio Landini, il padre dei 4 referendum sul lavoro, vota a San Polo d'Enza, in provincia di Reggio Emilia, rispettando il silenzio elettorale. Anche Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati si reca al seggio, ma annuncia di aver detto NO a tutte e 5 le domande. Le polemiche tuttavia non riguardano solo le violazioni del silenzio elettorale. Il comitato promotore ha inviato una lettera al sindaco di Roma Gualtieri e al Prefetto lamentando che alcuni presidenti di seggio chiedono «preventivamente agli elettori» se vogliano o meno ritirare tutte le schede. E «tale domanda potrebbe risultare orientativa e turbativa» sostiene il Comitato. --