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«Mai visti così tanti bambini e bambine, e mai così gravi». Tiziana Riggio è una chirurga estetica. È arrivata a Gaza il 13 maggio insieme ad altri quattro colleghi come volontaria . «Inizialmente dovevamo andare all'European Gaza Hospital, ma l'ospedale è stato bombardato lo stesso giorno del nostro arrivo e quindi ci siamo spostati qui», spiega in collegamento dall'ospedale Nasser di Khan Yunis, nel sud della Striscia. «Quello che stiamo vedendo è una popolazione di pazienti fatta principalmente da donne e tantissimi bambini», dice. Ustioni estese, amputazioni, ferite da esplosioni, traumi cranici, fratture esposte. Scarseggia tutto: garze, disinfettanti, suture, guanti. A volte durante un'operazione va via la luce in sala operatoria. «Non è una bella cosa da vedere perché spesso sono bambini che escono dalla sala operatoria in totale agonia. Non ci sono anestetici locali per fare dei blocchi, non ci sono analgesici». Casi di una gravità «che nei nostri Paesi non abbiamo mai visto. E mai su così tanti bambini». --