«Spiritualità e fisica sono integrate»
IVREA«Spiritualità e Scienza: se unite insieme danno un prodotto molto superiore alla somma delle due cose». Così ha spiegato lo scienziato, inventore e per mezzo secolo imprenditore nella Silicon Valley, candidato al premio Nobel per la fisica Federico Faggin, vicentino di 83 anni, al folto pubblico che sabato 24 maggio, per oltre due ore lo ha ascoltato ed applaudito al Salone dei Duemila. Tra gli altri riconoscimenti internazionali ricevuti dallo scienziato "formato" alla Olivetti, ci sono: nel 2010 la medaglia nazionale per la tecnologia e l'innovazione dal presidente Obama, per l'invenzione del microprocessore, e la nomina a Cavaliere di gran croce dell'ordine al merito della Repubblica italiana. Nel 1990, dopo decenni di successi professionali ed imprenditoriali, inventore nel 1976 del primo Microprocessore Z80 ancora in produzione, padre dei primi rudimentali touchpad, il professor Faggin ha vissuto quella che ha definito un'«esperienza stupefacente» che lo ha portato alla ricerca della neuroscienza, ovvero alla scoperta dell'«unione della spiritualità e della scienza», della connessione della ragione e coscienza ed il libero arbitrio, in grado di distinguere l'uomo dal computer, che può essere quindi solo un sussidio per il calcolo ma non può mai capire il significato dei simboli. «La fisica quantistica - ha spiegato Faggin, rispondendo alle domande di Liliane Barda e Davide Gamba all'incontro promosso dal Forum Democratico con la Libreria Mondadori e Ico Lab - non è solo matematica, ma anche lo studio del libero arbitrio, come capacità di un campo dinamico ed olistico (l'uomo) di interagire con altri campi, cosa che non può fare un computer». E proprio partendo da questo suo postulato che Faggin ha sostenuto: «Facciamo un errore madornale se pensiamo che l'intelligenza artificiale è più capace di noi, perché chiamiamo intelligenza quella che non è intelligenza perché siamo noi, che siamo infinitamente di più dell'intelligenza artificiale, che insegniamo al computer e non il contrario. L'intelligenza artificiale può essere di grande aiuto se usata bene, ma siamo sempre solo noi e non l'intelligenza artificiale a fare un balzo avanti». L'intenso pomeriggio Faggin era iniziato con i suoi ricordi giovanili, partendo dal suo inizio, prima della laurea in fisica e il trasferimento nella Silicon Valley in Usa, all'assunzione a 17 anni da parte dell'ingegner Mario Tchou all'Olivetti di Borgolombardo, dove ha sviluppato il piccolo calcolatore elettronico, prima del P101 del 1961. «Non avrei mai progettato il primo microprocessore senza l'esperienza olivettiana - ha sottolineato - e non sarei mai diventato (dopo gli anni di lavoro all'Intel e la nascita nel maggio del 1976, del microprocessore Z 80, ancora prodotto dopo 49 anni) imprenditore che, partito con 11 dipendenti in tre anni ha creato una realtà produttiva con 1.100 lavoratori. Ma, dopo tutto questo, nel 1990 non ero soddisfatto e ho sentito il bisogno di capire cosa è la Coscienza. Per 15 anni ho studiato e sviluppato la teoria che spiega come spiritualità e fisica non sono separate ma si integrano con il libero arbitrio di ognuno». Molte le domande del pubblico. Al termine del pomeriggio, firmacopie delle sue pubblicazioni, Ultima è Oltre l'infinito-Dove scienza e spiritualità si uniscono ( Mondadori). --sandro Ronchetti