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C'è delusione tra gli italiani. C'è il sogno svanito di un Papa italiano che si ragiona già, non tornerà prima di molti anni dal momento che il neo eletto Papa Leone XIV ha un'età relativamente giovane, 69 anni. Le divisioni sono costate care all'interno di un fronte che potenzialmente poteva contare su 17 voti ma che li ha dispersi tra rivalità e vecchie e nuove ruggini come l'irrompere del caso Becciu. Se qualche moderato italiano si era convinto a votare il segretario di Stato di Francesco, Pietro Parolin, scommettendo sul fatto che avrebbe sì rappresentato una continuità con il Papa argentino ma che avrebbe anche messo il freno a una serie di riforme per le quali la Chiesa italiana non era così pronta, altri si erano concentrati su nomi più «bergogliani». Tra questi il cardinale di Bologna, Matteo Zuppi, forte pure di un gradimento trasversale per la sua attività internazionale al fianco della Comunità di Sant'Egidio, o Pier Battista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, francescano, ma gradito anche all'universo di CL con la sua provenienza dalla bergamasca. Questo però nelle primissime fasi, quando ancora si era a livello di ipotesi. Quando invece si è cominciato ad entrare in zona conclave, si è capito subito che né Zuppi né Pizzaballa potevano avere una base di voti di partenza capace di crescere e allora una nuova divisione tra gli italiani è emersa: chi voleva puntare sul sicuro con Parolin, chi ha approntato una specie di piano B, individuando nel diplomatico Fernando Filoni un uomo ancora più rassicurante. Nelle stesse ore gli americani però stavano trovando una inaspettata compattezza attorno alla figura ponte di Prevost, che poi, una volta entrata in conclave ha incontrato il gradimento degli asiatici (in funzione anti-Cina) e degli africani, in funzione di argine alle aperture al fronte gay e allo sfaldamento della famiglia tradizionale uomo-donna. Le prime votazioni hanno bruciato Parolin. Un prelato della sua intelligenza ha immediatamente compreso la situazione avanzando il gesto nobile del passo indietro. Dopo i due scrutini della mattinata, al momento del pranzo c'è stato il confronto decisivo. E anche drammatico. Da lì tutto si è consumato in fretta. Nel quarto scrutinio si è affermato lo statunitense missionario in Perù, il quorum raggiunto in modo schiacciante. Il neo Papa è andato in fretta a vestirsi utilizzando tutti i paramenti della tradizione e a scrivere il suo primo discorso. Proprio a Parolin, il primo dei cardinali per ordine, a nome di tutto il collegio, era toccato il compito di pronunciare la richiesta di accettazione in latino. A sera il sipario del conclave cala e se ne apre un altro, quello della Loggia delle benedizioni.Un nuovo Papa si affaccia e ci sarà tempo per gli italiani per riflettere sul sogno svanito di un Pontefice nazionale dopo 47 anni. Un'altra delusione per una chiesa italiana sempre più periferia. --