Rifiuti, Legambiente ribadisce «Servono più esperimenti»

ivreaDopo le risposte del sindaco di Banchette e del presidente di Scs Calogero Terranova, Legambiente, pur non volendo «cadere in sterili polemiche sull'interpretazione dei dati che sono pubblici e consultabili da chiunque» ribadisce la volontà di aprire un dibattito sul piano strategico 2025-2041. «Secondo noi parte della diminuzione di produzione pro capite di rifiuti ottenuta in seguito all'installazione delle campane ad accesso controllato nel Comune di Banchette - ribadisce Legambiente -, che consentono l'apertura solo a chi è autorizzato, è dovuta principalmente al cessato utilizzo dei cassonetti da parte di persone di passaggio provenienti da altri Comuni; ciò significa che una riduzione dei costi in un Comune comporta l'aumento dei costi in un altro Comune». Legambiente prende poi in considerazione la peculiarità di Banchette. «È un Comune con caratteristiche peculiari fra i Comuni serviti da Scs - spiega -, caratterizzato da una superficie territoriale estremamente contenuta e da una densità di condomini molto elevata. Riteniamo che non sia rappresentativo della generalità dei comuni canavesani. Inoltre, come già sostenuto, l'eventuale sperimentazione avrebbe dovuto mettere a confronto diverse modalità di raccolta per poterne comparare i risultati e verificare il grado di accettazione da parte degli utenti coinvolti. Quindi il piano strategico avrebbe dovuto essere elaborato sulla base di sperimentazioni diversificate e più rappresentative». C'è poi la specificità dei cassonetti ad accesso controllato. «Consentono di controllare chi conferisce i rifiuti - prosegue l'associazione ambientalista - ma non cosa viene conferito (errati conferimenti), quindi non la qualità del rifiuto. Inoltre possono aumentare i fenomeni di abbandono e di vandalismo con conseguenti crescita dei costi per i Comuni per l'installazione e la gestione di impianti di videosorveglianza, non previsti nel piano proposto». Infine, la proposta: «Come può essere facilmente verificato dai dati dei consorzi piemontesi virtuosi, il sistema di raccolta porta-porta abbinato alla tariffa puntuale garantisce il miglior coinvolgimento degli utenti e i migliori risultati dal punto di vista delle percentuali di raccolta differenziata e di quantità/qualità del rifiuto prodotto. Ciò naturalmente non significa che in specifiche realtà territoriali (alta densità abitativa in grandi condomini, Comuni con forte impatto turistico) non si possano adottare altre soluzioni più adatte». --a.s.