Bus per Milano via Carisio, si comincia il 5 maggio

Simona Bombonato / ivreaSospesa la soppressione della linea un mese e mezzo fa per consentire a Regione e Agenzia della mobilità piemontese di verificare l'effettivo flusso di utenza, i pendolari del bus 002 Ivrea-Milano Lampugnano della società Arriva in queste settimane di conte i passeggeri hanno continuato a viaggiare come sempre, e in attesa dell'annuncio. Che ieri è arrivato: l'assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi, in risposta a un'interrogazione del consigliere Pd Alberto Avetta, sul calendario ha cerchiato di rosso il giorno 5 del mese di maggio. Un lunedì. Sarà la data di avvio della linea Ivrea-Milano Lampugnano via Carisio, la tratta "spezzata in due" che in buona sostanza ha permesso di salvare il collegamento e che lo stesso Gabusi aveva promesso a metà marzo. Ora c'è l'ufficialità. Stesso orario e stesso luogo di partenza davanti alla stazione di Ivrea (6.45) ma direzione Carisio a bordo del bus Arriva, e cambio a Carisio per intercettare il bus di Autostradale diretto a Milano Lampugnano, dove l'approdo è previsto alle 8.40, ovvero 10' più tardi rispetto alla linea diretta a regime ancora fino a venerdì 2 maggio. Per il rientro, stessa cosa ad eccezione dell'orario, posticipato dalle 18.10 alle 18.30, cosa che porterà i pendolari a raggiungere Ivrea alle 20.18, non più alle 19.55. Un percorso decisamente più tortuoso che, se dal punto di vista della comodità non regge il confronto con la linea diretta, rappresenta in questo momento l'unica soluzione possibile per mantenere un bus da e per Milano dal lunedì al venerdì, in orari compatibili con università e uffici. E senza rincari. La collaborazione tra «l'Agenzia della mobilità e le due aziende di trasporti ha consentito di mantenere validi gli abbonamenti in essere, senza quindi aggravio di costi per gli utenti», ha evidenziato Gabusi. Il problema della linea diretta, che sta per decretarne la soppressione, era e resta quello del sottoutilizzo. Di viaggiatori ne erano stati contati una dozzina dai pendolari non più tardi di febbraio, quando erano partite le loro comunicazioni alle istituzioni e le petizioni a sostegno del mantenimento della 002, ne ha contati 8 Agenzia in queste settimane di monitoraggio. Una linea economicamente non sostenibile anche in rapporto alla distanza coperta, e pure fondamentale per raggiungere Milano senza essere costretti a usare l'auto privata o gli scomodissimi treni da Santhià, con tutto quel che comporta viaggiare in treno in termini di levatacce e ritardi sulla tabella di marcia. Non per niente, quando a inizio anno aveva cominciato a circolare la voce di una quasi certa soppressione, avevano mosso mari e monti per chiedere un ripensamento. Oltre a contattare l'amministrazione comunale di Ivrea, gli utenti si erano persino presi la briga di tappezzare fino ad Albiano le fermate di avvisi che pubblicizzassero l'esistenza del bus per Milano, con tanto di orari e tappe lungo il percorso. Dal 5 saranno loro a dire se tutto quadra. --