Giallo delle Spille d'oro, sparite dal caveau
Mauro Giubellini / ivreaSvanite nel nulla. E nel caveau dove erano custodite nessun segno di effrazione. Nessun allarme è entrato in funzione. Le Spille d'oro Olivetti, custodite all'interno di una cassetta di sicurezza in un istituto bancario di Ivrea, non ci sono più. Nessun segno di scasso, nessun accesso anomalo: la banca è dotata di un caveau accessibile solo con identificazione. Eppure, le spille sono sparite. Un'appropriazione (gli investigatori lavorano su questa ipotesi di reato e non sul furto), per ora, che colpisce non solo un patrimonio materiale, ma l'identità di un'intera comunità.Il primo ad accorgersi dell'ammanco è stato Cesare Rosset, segretario dell'Associazione Spille d'oro: «Ero andato a prelevarne una, ma mi serviva una spilla piccola. Tornato qualche giorno dopo in banca, ho trovato la cassetta vuota. Ho subito informato il presidente e i funzionari, poi sono andato dai carabinieri di Ivrea per denunciare l'accaduto».Il valore complessivo del furto si aggira intorno ai 15mila euro per una trentina di Spille: le più grandi stimate a 600 euro, le più piccole a 400. Ma il danno più grave è quello simbolico. Le Spille d'oro rappresentano il riconoscimento ufficiale che l'Olivetti consegnava ai dipendenti con 25 anni di servizio. Oggetti piccoli ma carichi di significato, consegnati durante cerimonie ufficiali, spesso accompagnati da lettere firmate dalla direzione.«Non è solo un ammanco economico - dichiara Matteo Olivetti, presidente dell'associazione e discendente della famiglia Olivetti -. È un gesto che ferisce la memoria collettiva. Quelle spille raccontano una storia di etica del lavoro, di impresa che mette al centro la persona. Averle sottratte significa colpire l'eredità di un modello unico al mondo. Abbiamo sporto denuncia con trasparenza e ora attendiamo il lavoro degli investigatori, ma resta una ferita profonda».L'associazione, nata per iniziativa di ex dipendenti e dirigenti, custodisce decine di spille originali, che vengono anche inviate su richiesta a chi ha smarrito la propria o desidera conservarne una in memoria di un familiare. Le richieste arrivano da tutta Italia, e anche dall'estero.Le indagini, affidate ai carabinieri e coordinate dalla Procura, sono in corso. Al momento non si esclude nessuna ipotesi. Le modalità della sottrazione fanno pensare a qualcuno che conosceva bene il funzionamento del caveau e le procedure d'accesso. Un precedente esiste: in passato alcune spille sono comparse su siti di aste internazionali, provocando sdegno tra ex dipendenti e appassionati di storia industriale.«Abbiamo ricevuto tanti messaggi di solidarietà - aggiunge Olivetti -. Ex operai, famiglie, persone che con quella spilla hanno chiuso un percorso di vita. Difenderemo fino in fondo questo patrimonio». --