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È un giallo la morte del biologo molecolare italiano di 38 anni, Alessandro Coatti, originario di Portomaggiore (Ferrara), ucciso e fatto a pezzi in Colombia, mentre si trovava a Santa Marta, città affacciata sul mar dei Caraibi. Il ritrovamento La testa, le braccia e i piedi del ricercatore laureato alla Normale di Pisa, specializzato al Max Planck Institute, e fino a qualche mese fa dipendente della Royal Society of Biology di Londra, sono stati trovati domenica da un gruppo di bambini, in una valigia, nei pressi dello stadio locale, mentre altri resti sono stati rintracciati nelle ultime ore in un'altra zona della città. La polizia è riuscita a risalire all'identità di Coatti grazie al bracciale di un albergo del centro cittadino che l'uomo aveva ad un polso. La ricompensa Il sindaco di Santa Marta, Carlos Pinedo Cuello, ha offerto più di 10 mila euro (50milioni di pesos) per informazioni che permettano di risalire ai responsabili dell'omicidio, e ha disposto il coordinamento di una squadra investigativa speciale. Sulla base delle prime informazioni emerge che Coatti era arrivato in Sudamerica nei mesi scorsi per lavorare come volontario in Ecuador e viaggiare in Sudamerica. All'albergo Marovi, dove aveva preso alloggio ricordano che Coatti aveva più volte chiesto della strada per arrivare a Minca, località fino a qualche anno fa inaccessibile a causa della presenza di gruppi paramilitari, ma oggi conosciuta come un paradiso per gli amanti della natura. La notizia della morte dello studioso ha trovato ampio spazio sui media britannici. Coatti aveva trascorso gli ultimi dieci anni a Londra, dove aveva effettuato i suoi studi post-laurea. «Quando mio fratello mi ha chiamato ho capito che era successo qualcosa, il sangue me lo diceva», ha raccontato Giovanni Coatti, lo zio paterno di Alessandro: «Voleva andare ad abitare» in Sudamerica ed «era andato a fare un giro per vedere. Sarebbe dovuto rientrare la settimana prossima», aggiunge. Le tracce Le ultime tracce dell'uomo, che viaggiava solo - spiegano a Bogotà - risalgono a sabato sera. L'Ambasciata italiana a Bogotà, in raccordo col ministero degli Esteri, «segue con la massima attenzione» la vicenda ed è in contatto con i familiari e le autorità locali, assistendo la famiglia in tutti i passaggi per il rientro della salma, mentre la Procura di Roma avvierà un'indagine. --