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A causa del ricovero al Gemelli e della successiva convalescenza era dovuto rimanere assente da diversi eventi giubilari. Ma a quello dedicato agli ammalati e al mondo della sanità non ha voluto mancare. La sorpresa del Papa arriva al termine della messa celebrata in Piazza San Pietro dall'arcivescovo Fisichella, pro-prefetto per l'Evangelizzazione: Francesco, in sedia a rotelle, sbuca all'improvviso sul sagrato vaticano, inatteso da tutti, spinto dal fedele assistente Strappetti e con accanto il segretario personale don Villalon. Emozione Grandi l'entusiasmo e l'emozione tra gli oltre 20 mila presenti, in piedi ad applaudirlo. Il Pontefice, sorridente, saluta da vicino molte persone nelle file sul sagrato, poi viene portato davanti all'altare, da dove dà la benedizione insieme a Fisichella. Viene letto anche un suo breve messaggio di ringraziamento. Bergoglio appare un po' dimagrito, con le cannule dell'ossigeno al naso, ma in condizioni migliori rispetto all'uscita dall'ospedale di 2 domeniche fa. Anche la voce, pur ancora flebile, è migliorata. «Buona domenica a tutti. Grazie tante!», ripete alla folla, dopo aver ticchettato sul microfono per vedere se funziona, avendo fatto cilecca una prima volta. I segni che le terapie contro la polmonite bilaterale e la riabilitazione sia motoria che respiratoria stanno funzionando ci sono. Il Papa, condividendo in tutto la condizione degli ammalati protagonisti dell'odierno Giubileo, vuole essere a tutti gli effetti «pellegrino tra i pellegrini»: prima del saluto ai fedeli in piazza si confessa nella Basilica, si raccoglie in preghiera e attraversa la Porta Santa, fa sapere la Sala stampa vaticana. Negli ultimi due giorni era trapelata la possibilità di qualcosa di nuovo dal Papa alla messa o all'Angelus di ieri. Si pensava a un'eventuale comparsa in video, ma alla fine la cosa sembrava tramontata. Lo stesso mons. Omelia Fisichella, introducendo la lettura dell'omelia preparata da Francesco dice: «A pochi metri da noi papa Francesco, dalla sua stanza a Santa Marta ci è particolarmente vicino e sta partecipando come tanti malati, tante persone deboli, a questa Santa Eucaristia attraverso la tv». E invece tanta è la volontà di partecipare che il Pontefice non compare in video, ma proprio di persona, uscendo per la prima volta da Santa Marta dal giorno della dimissione dal Gemelli. Un segno di buon auspicio anche per i prossimi riti di Pasqua. «La malattia è una delle prove più difficili della vita, in cui tocchiamo quanto siamo fragili», dice nell'omelia. «Con voi, carissimi fratelli e sorelle malati, in questo momento della mia vita condivido molto: l'esperienza dell'infermità, di sentirci deboli, di dipendere dagli altri in tante cose, di aver bisogno di sostegno - aggiunge -. Non è facile, ma è una scuola in cui impariamo ogni giorno ad amare e a lasciarci amare, senza pretendere e respingere, senza rimpiangere e disperare». --