Senza Titolo

Un derby per salvare la stagione mentre si prepara la prossima annata. Il Milan è all'ultima chiamata per regalare una gioia al popolo rossonero, deluso e rassegnato, con un Diavolo fermo al nono posto in classifica. E mentre Sergio Conceiçao in conferenza stampa difende le proprie scelte - «sono io che decido, mi pagano per questo»; «sono perplesso da gente che di calcio parla come parla» - secondo alcune voci ci sarebbe un'accelerata per la scelta del direttore sportivo: Fabio Paratici è in pole position e l'ad Furlani sarebbe volato a Londra per incontrarlo. Con l'ex dirigente Juve al timone, il nome caldo per la panchina sarebbe quello di De Zerbi. Ma intanto c'è il derby di Coppa Italia da vincere. E non solo per l'orgoglio. La competizione, osserva Conceiçao, «è la strada più corta per arrivare in Europa». Ed anche se «i derby sono tutte partite diverse», «dobbiamo entrare in campo forte e vincere». «Il campionato è andato come è andato - è l'analisi del tecnico rossonero - L'Inter sta facendo bene, ma anche il Milan ha vinto lo scudetto pochi anni fa. La cosa più importante è focalizzarsi sulla partita». La sua prima stracittadina milanese è coincisa con la vittoria della Supercoppa. Un risultato incredibile a poche ore dal suo arrivo in panchina. Da quei giorni gloriosi sembra però passata un'eternità. Così la doppia sfida all'Inter è diventata l'ultima spiaggia, l'ultima speranza. Ma per Conceiçao non è tempo di bilanci: «Adesso pensare tra due mesi, un mese e mezzo, come mi sentirò, non lo so. Adesso non sono la fiducia più felice del mondo per quello che ho vissuto in questi tre mesi. Tanti momenti deludenti. Non per la squadra. Bisogna migliorare certe cose che avete detto, ma comunque non è facile per nessuno». Conceiçao ricorda di non avere la bacchetta magica. Ma allo stesso tempo di non essere l'ultimo arrivato. Al Porto ha vinto tanto e al Milan ha già sollevato una Coppa. Il malessere e le delusioni non sono legate alla società: «Non c'entro niente con queste guerre». --