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In Arabia Saudita si delineano i contorni di un primo accordo tra Russia e Ucraina per fermare la guerra (tutto da verificare) e, sempre che l'intesa non crolli sotto il peso dei dettagli ancora da chiarire, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky oggi a Parigi potrà chiedere a Emmanuel Macron, nel corso di una cena di lavoro all'Eliseo, come intendono muoversi ora i volenterosi per assistere Kiev quando - e se - verrà raggiunto un cessate il fuoco. Zelensky, dunque, ha lanciato un appello agli alleati sull'eventuale missione di peacekeeping, in vista del nuovo vertice dei volenterosi convocato giovedì nella capitale francese: «Il nostro compito - ha detto - è quello di arrivare al risultato di capire chi abbiamo e chi è pronto». Il Cremlino però ha sempre rifiutato di prendere in considerazione la presenza in Ucraina degli europei, a qualsiasi titolo, perché visti come parte in causa. «Questi sognatori stanno dimostrando la loro totale incompetenza politica ogni giorno che passa», ha sferzato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. Jean-Pierre Lacroix, sottosegretario del Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, con delega alle Operazioni di pace, ha delineato il quadro di un possibile intervento dell'Onu nel corso di un incontro con la stampa a Bruxelles. Innanzitutto «è necessario che siano d'accordo le parti che firmano la tregua» e poi «serve un mandato» da parte del Consiglio di Sicurezza. L'ipotesi, in ogni caso, non è da escludere. «Si tratterebbe di una forza che monitora il rispetto del cessate il fuoco, che è cosa ben diversa dalle garanzie di sicurezza di cui si parla», ha sottolineato Lacroix, che venerdì sarà a Roma. Il dibattito su come dovranno articolarsi i «dispositivi di sicurezza» per l'Ucraina, in modo da evitare che Vladimir Putin torni di nuovo alla carica, è quindi lontano dall'essere concluso e a Parigi i leader saranno chiamati a trovare dei punti fermi: truppe in territorio ucraino o dentro i confini europei? Con o senza l'uso dei jet? E con quali regole d'ingaggio? Nelle more dell'intesa tra Mosca e Washington sembra inoltre esserci la revoca di alcune sanzioni Usa. Ebbene, l'Ue cosa farà al riguardo? Viktor Orban ha appena dato il via libera al rinnovo delle misure restrittive sino a luglio principalmente su imbeccata di Donald Trump. Ma è una posizione che può mutare. --