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Papa Francesco è tornato a Casa Santa Marta, in Vaticano. E se è vero che anche durante il ricovero ha continuato a lavorare, ora riparte a tutti gli effetti l'attività del pontificato. Francesco è in convalescenza, ma torna saldo nel suo ruolo. È evidente che cambieranno le modalità di presenza e governo, considerato che dovrà centellinare incontri e fatiche. Ma è anche evidente che ha ancora cose da fare e parole da dire. È un fatto comunque che Francesco, facendo pressioni per lasciare l'ospedale, come si è appreso in queste ore, voglia anche dare un messaggio a quanti, in queste settimane, avevano frettolosamente archiviato il suo pontificato. Sono diversi i cardinali che si sono apertamente espressi sulle dimissioni, alle quali Papa Francesco, almeno fino a questo momento, non ha mai pensato. Tanti hanno anche parlato di un futuro conclave, facendo nomi e possibili scenari. Francesco risponde a tutti: «Sono ancora vivo!». Sarà ora necessaria anche della creatività per governare la Chiesa senza voce, almeno per i primi tempi, e senza poter incontrare troppe persone. Ma già in questi anni le modalità di esercitare il servizio alla Chiesa, da parte di Papa Francesco, erano già cambiate per venire incontro alle sue facoltà fisiche che si riducevano. Da tempo, per esempio, non sale più sull'altare perché non riesce a camminare. E dunque presiede la messa ma sempre affiancato dalla nuova figura del «concelebrante all'altare». Poi, soprattutto negli ultimi mesi prima del ricovero, con il fiato corto a causa delle bronchiti e dei raffreddori, più di una volta ha affidato la lettura dei suoi discorsi a collaboratori. --