Lo stalker la segue fin dentro la caserma

Andrea Scutellà / cuorgnèArriva alla caserma dei carabinieri di Cuorgnè per denunciare una violazione del divieto di avvicinamento del suo ex compagno, oggi suo stalker, e se lo ritrova alle spalle. Il 35enne, difeso d'ufficio dall'avvocato Gianluca Garaffo, si è giustificato dicendo che andava a denunciarla perché lei si sarebbe opposta al suo diritto di vedere i figli. Versioni entrambe da verificare, ma intanto lui è stato arrestato, anche se il giudizio direttissimo è stato rinviato, così è stato di nuovo liberato. La misura resta quella del divieto di avvicinamento per cui era già stata denunciata più volte la violazione.Ha assunto dei contorni inquietanti, una vicenda di stalking cominciata nel 2023. A dicembre di quell'anno, infatti, era stato emesso il primo divieto di avvicinamento nei confronti del 35enne per il reato di stalking. Secondo la procura di Ivrea, infatti, l'uomo non avrebbe accettato la fine della relazione con la ex compagna e avrebbe cominciato a minacciarla, a sminuirla come madre e a seguirla, mettendo in mezzo anche la sorella di lei, la sua ex cognata, e i genitori. L'uomo, d'altro canto, come nei più classici casi di codice rosso, lamenta di aver difficoltà a vedere i figli. Lei lo denuncia due volte per aver violato il divieto di avvicinamento, mentre lui perché non gli permetteva di avvicinarsi ai suoi figli. Il 18 marzo la donna ha chiamato i carabinieri perché aveva visto l'uomo, in auto, passare di fronte alla sua casa. I carabinieri di Cuorgnè le hanno suggerito di recarsi in caserma, in un luogo protetto, per cercare rifugio. Lei è arrivata, ma ha notato che il suo stalker era subito dietro di lei. I due si sono anche incrociati in caserma. Lui, appunto, si è giustificato dicendo di essere arrivato in quel momento per denunciarla per i figli. L'ultima denuncia di violazione del divieto di avvicinamento era solo di qualche settimana prima.Nel 2024 sono aumentati ancora i codici rossi nel territorio della procura di Ivrea del 6,6%: nel 2023 erano 860 mentre lo scorso anno si sono attestati a quota 917. Nel territorio dell'ufficio giudiziario di Ivrea si verifica una violenza sessuale ogni 3,5 giorni. In procura c'è un gruppo di lavoro con 7 pm dedicati, il problema è la carenza di polizia giudiziaria e dipendenti amministrativi per affrontare il fenomeno. Nel gruppo codice rosso, la media di fascicoli pro capite nel 2024 è di 131 a testa. Preoccupa il dato delle violenze sessuali salite a 103 in tutto il 2024, mentre nel 2023 erano 83. Gli stalking, invece, era no 158 e sono diventati 186. Diminuzione impercettibile dei maltrattamenti in famiglia da 355 a 350. --