Tavolo odori in Basso Canavese: «C'è puzza»
san giusto canaveseSono i venti di questi giorni a riportare sotto i riflettori la polemica legata ai cattivi odori che deriverebbero, secondo alcuni, da un grande allevamento di polli situato alle spalle dell'ex fabbrica Pininfarina in una zona che va a interessare i Comuni di San Giorgio Canavese e San Giusto e Montalenghe. «Una puzza insopportabile» per un centinaio di residenti che hanno inviato segnalazioni alla sindaca Giosi Boggio. «La sentiamo in tanti - dice Boggio -: un odore sgradevole che rovina le giornate e le serate di molti cittadini. L'odore sembrerebbe provenire dall'allevamento avicolo della ditta Mattioda, già contestato a suo tempo dalla nostra amministrazione e da quella di San Giorgio, preoccupate per le conseguenze per la qualità della vita, viste anche le passate esperienze negative con altri impianti simili. Fin dalla sua installazione, e ogni qualvolta arrivavano miasmi, abbiamo più volte sollecitato il Comune di Montalenghe, competente per territorio, a intervenire. L'Arpa in quest'ultimo periodo aveva già installato per circa un mese strumenti di rilevazione, senza però riscontrare irregolarità. Tuttavia, vista la situazione ormai insostenibile, abbiamo nuovamente contattato l'Arpa, che si è resa disponibile a ripetere i controlli e a convocare un "tavolo degli odori" con i sindaci dei Comuni coinvolti. In questa occasione ci piacerebbe fossero presenti anche alcuni cittadini, per portare direttamente la voce del paese. Nel frattempo abbiamo scritto alla Città metropolitana coinvolgendo il settore ambiente per avere ulteriore supporto». E la sindaca ha ragione poiché la puzza si sente sovente anche percorrendo il tratto della provinciale Caluso-Ozegna che attraversa San Giorgio e San Giusto. Secondo quelli che sostengono che l'odore arrivi dall'allevamente questo avverrebbe quando, ogni due mesi, si conclude il ciclo di crescita dei polli e si pulisce l'impianto: la pollina, il letame dei pennuti, viene rimosso, per essere smaltito e sostituito con nuova segatura. Ma i capannoni di Mattioda sono sei, per cui il ricambio potrebbe essere alternato. Il primo a sollevare la questione era stato l'allora sindaco di San Giorgio Canavese Andrea Zanusso, che all'epoca aveva tentato un ricorso al Tar, sostenuto dall'amministrazione sangiustese. «Ci avevano garantito un impianto modello tecnologicamente avanzato, -insiste Boggio - privo di emissioni odorose. Che invece continuano a farsi sentire». Tuttavia da una serie di controlli svolti dai carabinieri del nucleo forestale, su segnalazione dei sindaci, non erano emerse criticità nell'allevamento. E nulla si rileva dai controlli che i veterinari dell'Asl/To4 svolgono periodicamente, e che riguardano anche l'analisi dei concimi, oltre al rispetto della normativa sul benessere animale. L'allevamento di Montalenghe comprendeva inizialmente due capannoni da 60mila polli. In un secondo tempo era stato autorizzato l'ampliamento: altri quattro capannoni per un totale di circa 300mila polli destinati all'alimentazione. --Lydia Massia