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Vincenzo Iorio IvreaSei anni dopo la vittoria del 2019, la Pantera nera torna sul gradino più alto della battaglia delle arance. E lo fa a coronamento di un anno speciale quello in cui la squadra di piazza del Rondolino compie sessant'anni. Dietro di loro si piazza la Morte, terzi lo scorso anno e primi nel 2023. Terzi i Tuchini del Borghetto che i pronostici dei giorni scorsi davano come vincitori. Quest'anno con il nuovo regolamento, votato all'unanimità dalle associazioni degli aranceri, vengono proclamati e pubblicati solo i primi tre gradini del podio. Tutte le altre squadre sono considerate quarte a pari merito. Renato Colorio, classe 1958, presidente delle Pantere, in squadra dal 1973, trattiene a stento l'emozione quando in municipio viene proclamata la classifica della battaglia delle arance. «È stato premiato il nostro impegno, quello degli oltre 800 aranceri che in questi giorni di battaglia hanno dato tutto quello che potevano - è il commentato a caldo di Colorio -. Mai come quest'anno ci sentiamo addosso questa vittoria, ce la siamo meritata. È la mia terza vittoria, la prima risale al 1976, e la gioia è immensa, ma quello che mi fa piacere è condividere questo momento fantastico con le nuove generazioni che in questi anni ci hanno aiutati a crescere e a stare al passo con i tempi senza mai però dimenticare la nostra storia senza la quale oggi non saremmo qui». La gioa in piazza di Città è incontenibile. Gli aranceri delle Pantere sono tutti qui a urlare la loro gioia e un risultato ottenuto grazie alla passione dei fondatori, alla determinazione di chi ha saputo risorgere dai momenti bui, alla lungimiranza di un direttivo disposto a dare spazio a idee nuove per proiettarsi in un futuro sempre da protagonista. «Quello che si vede durante la tre giorni di battaglia è solo la punta dell'iceberg - prosegue Colorio. Di fatto noi lavoriamo da aprile in poi senza sosta. E lo facciamo per rendere Ivrea ancora più bella e per dare al nostro Carnevale ancora più lustro». E per i sessant'anni le Pantere hanno dato tutto quello che potevano addobbando le vie del quartiere San Lorenzo di vessilli con la testa del sinuoso felino capaci di creare un'ipnotizzante prospettiva, coinvolgendo le attività commerciali a cui sono state date le bandiere. E poi il video mapping proiettato a Porta Vercelli e il grande bandierone al Rondolino per il 60° con protagonista un samurai.Grande la gioia anche in casa della Morte. Alessandro Sado, vicepresidente della squadra di piazza di Città: «Siamo super soddisfatti perché quest'anno non ci aspettavamo di certo di salire sul podio dopo la vittoria di due anni fa. Inoltre abbiamo vinto nuovamente il premio combattività, questa volta assegnatoci dalle altre squadre. Ora ci godiamo questo momento con tutti i nostri soci e mercoledì concludiamo con polenta e merluzzo nella nostra sede». Soddisfatto del terzo posto Eval Gusta, presidente della squadra dei Tuchini. «È il mio primo anno alla guida di questa squadra e conquistare il podio è una grande soddisfazione. Ogni Carnevale è quello più bello e forse questo 2025 personalmente fa eccezione. I vecchi ci hanno insegnato che quello che conta è tirare bene durante la tre giorni, divertirsi e rallegrarsi che nessuno si è fatto male».Per la prima volta dopo tanti anni i tempi di attesa per la proclamazione dei vincitori sono stati quasi rispettati (appena 15 minuti di ritardo). Nessuna contestazione, nessuna discussione. Ha funzionato bene l'app realizzata da Camelot che ha digitalizzato il voto mandando in pensione i calcoli fatti a mano su fogli e schede volanti forieri di possibili errori e sviste. La classifica delle squadre di aranceri a piedi è stata stilata sulla base dei seguenti criteri: combattività, determinata dalle valutazioni espresse dai carri: 25%; palio, determinato dai risultati della prova svoltasi martedì mattina: 25%; immagine, determinata da 5 giudici scelti dall'Associazione Aranceri: 25%; valutazione dell'Associazione Aranceri a piedi: 15%; Fair play: 10% . --