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«Sabotaggio» alla pista da bob di Cortina. Un tubo di refrigerazione dell'impianto, dal peso di qualche centinaio di chili, «è stato staccato e ritrovato in mezzo alla strada» del cantiere, creando così «notevoli disagi ai lavori», è la denuncia di Simico a tre giorni dal sopralluogo del Cio. Per Fabio Massimo Saldini, commissario di governo e amministratore delegato della società che si occupa di realizzare le opere per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, si tratta di «un atto irrispettoso che mette in difficoltà chi lavora giorno e notte». Un episodio «grave e inquietante», secondo il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che controlla Simico, perché «chi cerca di danneggiare le Olimpiadi fa un danno all'Italia davanti a tutto il mondo». L'episodio, sul quale indagano i carabinieri della Compagnia di Cortina d'Ampezzo, in provincia di Belluno, è avvenuto nella notte tra giovedì e ieri. La base dove era appoggiato il tubo era ghiacciata e occorre capire se qualcuno ha esercitato pressione per farlo staccare oppure è scivolato in modo autonomo. Gli investigatori dell'Arma sono al lavoro, così come anche gli addetti della ditta, che si sono accorti di quell'enorme pezzo di plastica e acciaio in mezzo alla strada del cantiere da quasi 120 milioni di euro aperto nel febbraio dell'anno scorso. Per rimuoverlo ci sono volute alcune ore e l'intervento nell'area, la stessa su cui sorgeva la vecchia pista delle Olimpiadi del 1956, di una grossa gru. Parla di «un atto vile, ingiustificato, ignobile di puro terrorismo non solo contro l'Italia, ma le Olimpiadi» il sindaco di Cortina d'Ampezzo, Gianluca Lorenzi. «Spero trovino i colpevoli il prima possibile - aggiunge - e vengano puniti come meritano». --