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Giorni di tensione a Berlino alla vigilia dell'apertura dei seggi elettorali. Ieri il clima si è acceso facendo temere per la sicurezza interna: nel pomeriggio l'arresto di un diciottenne ceceno che stava pianificando un attentato all'ambasciata d'Israele. Fermato all'aeroporto mentre stava per partire per unirsi all'Isis; in serata un turista spagnolo è stato accoltellato fra le steli del Memoriale della Shoah. L'uomo, gravemente ferito è stato trasportato in ospedale e non è in pericolo di vita. L'aggressore è stato fermato dopo poche ore. Lo Stato islamico ha lanciato un appello ai suoi seguaci affinché seguano l'esempio dell'attentatore di Monaco, che pochi giorni fa ha travolto con un'auto la manifestazione sindacale dei Verdi, uccidendo un bimba di due anni e la madre. Domenica i tedeschi votano, in un Paese attonito. Dove all'ombra delle tirate di Donald Trump e della sua amministrazione queste elezioni assumono un significato enorme, anche per il resto d'Europa. Il socialdemocratico Olaf Scholz potrebbe essere alla fine della sua carriera politica, mentre Friedrich Merz, leader della Cdu, sembra a un passo dalla cancelleria. L'agenda elettorale è stata travolta dall'arroventarsi delle crisi internazionali e dal timore di una frattura dell'asse euro-atlantico. «Siamo lontani da una tregua in Ucraina» e dunque da un'ipotesi di invio delle truppe, ammesso che vi sia, ha affermato il cancelliere. Poi ha parlato al telefono con Zelensk y. Anche Merz ha ribadito di essere «scioccato» nel vedere che il presidente Usa faccia propria la narrativa russa: «È importante che gli europei trovino velocemente una strategia comune». --