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Arriverà a breve in procura a Milano l'esposto del ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha visto il suo nome usato per mettere a segno la truffa nei confronti di una serie di imprenditori e professionisti di rilievo. Un lungo elenco di nomi di successo a cui nei giorni scorsi sono state chieste cifre da capogiro per liberare fantomatici giornalisti rapiti in Medio Oriente. «La mia denuncia è già pronta», ha spiegato all'ANSA il ministro che, svelando per primo il raggiro, ha messo in guardia molte persone ed evitato loro di cadere in trappola. Il caso giudiziario, di cui pure lui è vittima di sostituzione di persona, è partito con l'apertura di una inchiesta in Procura a Milano, grazie alla sua segnalazione. Tutto è iniziato martedì scorso con la chiamata di un amico, grande imprenditore, «che mi chiede perché la mia segreteria avesse chiamato la sua per avere il suo cellulare - ha spiegato lo stesso Crosetto nei giorni scorsi - Gli dico che era assurdo, avendolo io, e che era impossibile. Verifico per sicurezza e mi confermano che nessuno lo ha cercato». Nei giorni successivi continuano episodi simili. In attesa che il titolare della Difesa depositi l'esposto e renda eventualmente la sua deposizione al pm milanese Giovanni Tarzia, titolare dell'indagine assieme al procuratore Marcello Viola, proseguono gli accertamenti. Verifiche sono in corso su un elenco di tutti coloro che sarebbero stati chiamati. Poiché in un caso il colpo è andato a buon fine, inquirenti e investigatori stanno battendo la pista del denaro, rincorrendo i flussi che portano all'estero. --