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«Il sogno è andato» ha ammesso amaro Dominik Paris, quarto a soli 14 centesimi dal podio in discesa, come ne mancavano 16 dal bronzo iridato in superG. È la dura legge dello sport e così a sorpresa lo svizzero Franjo Von Allmen in 1.40.68 ha vinto l'oro nella tiratissima libera ai mondiali di Saalbach a conferma di una supremazia elvetica nella specialità. I soddisfatti di giornataFranjo è un ragazzone biondo di 23 anni sempre sorridente tanto che in gara sembra divertirsi. Sinora aveva ottenuto nella sua breve carriera un solo successo anche se nel prestigioso superG di Wengen e due secondi posti in libera. In una stagione, questa, che lo sta mostrando come l'astro nascente dell'alta velocità scudocrociata. L'argento è andato al padrone di casa Vincent Kriechmayr, secondo in 1.40.92. Con grande delusione degli austriaci che in questa stagione di coppa ancora non sono riusciti a vincere una gara in una qualche disciplina. Ma Vincent - infortunatosi a Wengen e che aveva disertato Kitzbuehel per puntare a questo mondiale - ha comunque compiuto un vero miracolo. Bronzo all'altro giovane svizzero Alexis Monney, il vincitore di Bormio, in 1.40.99 a conferma della netta superiorità dei velocisti della confederazione con una nidiata di giovani talenti da far invidia. Per l'Italia è dolce amaro il quarto posto di Paris in 1.43.132: Domme si è fermato ai piedi del podio mancando il bronzo per 14 centesimi, dopo una gara tutta all'attacco. Lo può consolare il fatto di aver chiuso davanti al campione in carica, Marco Odermatt. La gara di DommeParis è stato il più veloce nel tratto iniziale che temeva di più e che è invece riuscito a domare - lottando sino all'ultimo metro. Ma nel terzo tratto, sulla lunghissima traversa da tirare alla perfezione ha stretto troppo perdendo poi inesorabilmente velocità anche se nel finale è stato più veloce anche di Von Allmen. «Il sogno è andato e mi dispiace soprattutto per i tifosi. Ma in quel passaggio mi è mancato lo spazio a causa di un dosso» le parole del velocista azzurro, che è comunque in forma, regolarmente tra i migliori: «Di positivo c'è che sono tornato ai miei livelli». Evidentemente però in questo periodo della sua strepitosa carriera - 18 vittorie in discesa e quattro in superG, uno dei più grandi velocisti in assoluto - a Domme sta mancando quel quid che in gara fa la differenza. Dunque non resta che augurarsi che lo ritrovi il prossimo anno, nella stagione olimpica. Per l'Italia sono poi finiti decisamente più indietro Florian Schieder 16/o in 1.42.32, Giovanni Franzoni 21/o in 1.42.47 e Mattia Casse 22/0 in 1.42.49. Il più atteso, una vittoria in superG in Gardena ed un quarto posto in discesa, era proprio Casse che ha commentato con la consueta sua saggia filosofia: «Le gare vanno così. Ho dato tutto. Evidentemente non era abbastanza». Oggi a Saalbach si riposa. Il prossimo appuntamento iridato è per domani con la gara donne della nuovissima specialità della combinata a squadre. --