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IvreaBuon compleanno ad Albertina Farina, in tutta Ivrea e Canavese conosciuta come la signora Liore (in foto), vedova del compianto Cornelio, che domani, martedì 11, taglierà il traguardo dei 100 anni e lo farà con il sorriso e la lucidità di sempre, anche se i postumi di una frattura alla tibia la costringeranno a ricevere le amiche e a tagliare la torta in camera da letto. Oggi la persona più conosciuta della famiglia è suo figlio Mario, direttore organizzativo de Il Contato del Canavese e da oltre 25 anni patron del teatro Giacosa, ma per oltre mezzo secolo la star di famiglia è stata lei, nella rinomata gastronomia-supermercato in via Palestro (il primo self-service con i carrelli all'americana della città), tempio della bontà ed emporio dove si poteva acquistare tutto il necessario per la tavola e la casa. Un regno alimentare, gastronomico e domestico in cui regnava lei, la signora Liore, il sorriso smagliante, sapientemente sottolineato da un tocco di rossetto, inappuntabile nella sua casacca da lavoro bordeaux, affabile con tutti, la coda dell'occhio a controllare che ogni cosa funzionasse al meglio. Nata a Torino, Albertina Liore, dopo le nozze avvenute nel 1948, condivise subito il lavoro con il marito Cornelio che, compiuti gli studi, era subentrato al padre nel negozio di salumeria e drogheria che questi, nel 1928, aveva rilevato dal fratello. Accanto all'amato marito (socio del Rotary e per oltre trent'anni consigliere, prima, e vicepresidente e presidente poi, dell'Azienda Gas) fu fino al 2004, quando lui venne a mancare. Da allora la signora Liore ha intensificato l'attività benefica con il suo club di servizio, l'Inner Wheel, di cui da tempo è l'amata decana, e le sue grandi passioni, la lirica e il teatro, per la prima delle quali ha sempre seguito le stagioni del Regio. Questo centesimo compleanno celebra una vita intensa dedita al lavoro, che ha sempre rispettato e svolto con una professionalità e una passione oggi rare a trovarsi, e alla famiglia. Molto amata dai dipendenti, con i quali è sempre stata severa ma giusta, qualche anno fa è stata ospite d'onore in un appuntamento conviviale che aveva riunito cuochi, commessi, fattorini, addetti al banco della gastronomia e addetti alla cucina che, nel tempo, avevano contribuito al successo dell'attività. Non c'è persona, soprattutto appartenente a quelle generazioni di eporediesi che si sono servite da lei, che non la ricordi e la riconosca figura emblematica di un'Ivrea nel fulgore dei suoi anni d'oro. E che non si unisca in un ideale augurio corale di buon compleanno e di altri anni ancora a venire, con la gratitudine per tutto quello che ha rappresentato. --Franco FarnÈ